Le prove: DNA e impronta sotto esame
Tra gli elementi più rilevanti figura una perizia genetica secondo cui il DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima sarebbe compatibile con la linea maschile di Andrea Sempio. Tuttavia, la genetista Denise Albani ha precisato che non è possibile stabilire se si tratti di un contatto diretto o di un trasferimento indiretto.
Altro elemento chiave è la cosiddetta “impronta 33”, individuata sulla scala dell’abitazione dove la vittima sarebbe stata colpita ulteriormente alla testa. Per gli investigatori si tratterebbe di una traccia lasciata dall’aggressore.
La difesa, invece, contesta questa interpretazione, sostenendo che l’impronta non sia attribuibile a Sempio. Su questo punto si gioca una parte importante del confronto tecnico tra accusa e difesa.

L’alibi e i dubbi della Procura
Uno degli aspetti centrali riguarda l’alibi fornito da Sempio, basato su uno scontrino di parcheggio a Vigevano. La Procura, secondo quanto emerso, non ritiene questo elemento sufficiente a escludere la sua presenza sulla scena del crimine.
Restano inoltre aperte questioni legate all’orario del decesso, che non è stato ancora definitivamente chiarito e potrebbe differire da quanto stabilito in precedenza.
La strategia difensiva e i prossimi passi
La scelta di non rispondere rientra in una linea difensiva precisa. Oltre alla necessità di analizzare gli atti, Sempio intende presentare anche una consulenza sulla propria personalità prima di sottoporsi a un eventuale interrogatorio completo.
I legali sottolineano che il fascicolo non è ancora stato reso disponibile nella sua interezza, rendendo impossibile costruire una difesa puntuale su tutti i punti contestati, comprese le aggravanti legate alla crudeltà e ai presunti motivi abietti.
Nel frattempo, altri testimoni, tra cui le cugine della vittima, sono stati ascoltati con atteggiamento collaborativo dagli inquirenti.
Un’indagine ancora aperta
L’inchiesta sul delitto di Garlasco resta in una fase delicata. La posizione di Andrea Sempio è al centro dell’attenzione, ma molti elementi risultano ancora oggetto di verifica.
Tra prove scientifiche contestate, movente da chiarire e strategie difensive in evoluzione, il procedimento si avvia verso passaggi decisivi che potrebbero ridefinire uno dei casi più discussi della cronaca italiana.