Andrea Sempio e la testimonianza della ex fidanzata
Secondo la sua ricostruzione, in quei giorni aveva già una nuova relazione sentimentale e per questo motivo avrebbe preferito discrezione negli incontri, spiegando: «ero preoccupata perché non volevo che ci vedessero in giro».
Andrea Sempio e il fastidio per il DNA estrapolato
La parte più ampia del racconto riguarda la relazione tra la donna e Andrea Sempio, iniziata dopo un incontro in un locale di Vigevano e durata circa tre anni. Una relazione che, secondo quanto riferito, si sarebbe interrotta per una divergenza sul futuro del rapporto familiare.
«io pretendevo che facesse un ulteriore step e cioè che io conoscessi i suoi genitori e lui i miei. Però non se l’è sentita e da lì ho deciso di interrompere. Ma è stata una decisione presa di comune accordo», riporta il Corriere della Sera.
Nel corso dell’audizione agli inquirenti, la donna ha anche riferito dettagli sulla loro intimità e sul rapporto di fiducia, chiarendo di aver condiviso fotografie personali con il fidanzato dell’epoca.
«La ritenevo una cosa del tutto normale in una coppia».
E ancora, su eventuali richieste specifiche da parte di Sempio:
«Lui non me lo ha mai chiesto».
Un ulteriore passaggio del suo racconto riguarda invece il clima emotivo vissuto dall’indagato nel periodo delle prime indagini a suo carico. Secondo la testimonianza, Sempio le avrebbe confidato di essere stato ascoltato dai carabinieri e di aver appreso di un elemento tecnico legato alle indagini.
«Mi diceva che era stato sentito dai carabinieri e che gli aveva detto che quella mattina lui era andato a Vigevano. Ricordo che mi aveva detto che avevano rubato una tazzina da cui avevano estrapolato il suo dna. Gli aveva dato molto fastidio perché si sentiva violato della sua privacy».
Una dichiarazione che restituisce il senso di disagio riferito dall’uomo rispetto alle attività investigative dell’epoca, soprattutto in relazione alla gestione dei dati biologici e alle modalità di acquisizione delle prove.
Le nuove verifiche si inseriscono in un quadro più ampio di rilettura degli elementi già acquisiti nel tempo, mentre l’inchiesta continua a muoversi tra memorie personali, documenti e testimonianze raccolte a distanza di anni.