
Frasi pronunciate da solo in auto, appunti personali pieni di riferimenti al caso di Garlasco, riflessioni inquietanti e parole che, isolate dal loro contesto completo, stanno già alimentando nuove polemiche. I contenuti emersi dalle informative investigative riportate dal Corriere della Sera stanno reclamando l’attenzione pubblica perché mostrano passaggi destinati inevitabilmente a far discutere, soprattutto per il loro tono e per i riferimenti diretti a Chiara Poggi e Alberto Stasi.
Ma il punto centrale resta un altro: quelle frasi, oggi, vengono lette dagli investigatori in una precisa chiave interpretativa, mentre la difesa continua a sostenere che si tratti di soliloqui, suggestioni o ricostruzioni influenzate da anni di esposizione mediatica sul delitto. Ed è proprio su questo confine sottile — tra impressione, interpretazione e reale valore investigativo — che si gioca ora una parte delicatissima della nuova fase dell’inchiesta.

Delitto di Garlasco, il nuovo soliloquio di Andrea Sempio sul sangue in casa Poggi
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, una delle intercettazioni più recenti risale al 12 maggio 2025. Andrea Sempio, da solo nella sua Panda, parla a voce bassa mentre riflette sul tema del sangue trovato nella villetta di Chiara Poggi e sull’assenza di tracce sulle scarpe di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio.
Nel passaggio riportato negli atti, Sempio dice: «Quando sono andato io… il sangue c’era…». Una frase che gli investigatori collegano alla discussione sulle consulenze effettuate durante il processo a Stasi. Nel lungo monologo, Sempio ripercorre il dibattito sulla possibilità che il sangue fosse ormai secco e quindi evitabile camminando con attenzione.
Sempre secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, gli inquirenti interpretano quel riferimento come un possibile elemento rilevante, soprattutto perché inserito in un discorso spontaneo e non provocato da domande esterne. Gli avvocati di Sempio, invece, avevano già sostenuto in passato che altri soliloqui registrati in auto fossero semplicemente una ripetizione di contenuti ascoltati in televisione o nei podcast dedicati al caso.

Delitto di Garlasco, la frase su Chiara Poggi e le annotazioni nelle Moleskine
Nelle informative citate dal Corriere della Sera compare anche una precedente intercettazione del 14 aprile 2025. In quel caso, Sempio simulava un dialogo con Chiara Poggi, imitando una voce femminile. Durante quel monologo pronunciava anche la frase: «È stata bella stronza… giù il telefono».
Gli atti comprendono inoltre numerosi appunti trovati nelle sue Moleskine personali. Tra le annotazioni figurano frasi come: «Molta ansia – 2 archiviazioni», «Stasi ha chiesto la riapertura», «mamma in panico per la cosa di Stasi» e «Stasi ricorso in Cassazione». Secondo gli investigatori, questi appunti mostrerebbero un interesse costante verso l’evoluzione giudiziaria della posizione di Alberto Stasi.
Nelle stesse agende, riporta ancora il Corriere della Sera, Sempio scriveva anche riflessioni personali molto dure: «Ne ho passate tante… decisamente… cose che altri non hanno mai vissuto né mai vivranno». E ancora: «nato in una famiglia medio-povera. Pochi amici e difficoltà ad integrarsi. Insicurezza, autolesionismo, commesso cose brutte. Paura, poca esperienza sessuale. Dolore».
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva