Chi era Anna Democrito: lavoro e profilo personale
Anna Democrito aveva 46 anni e lavorava come dipendente presso la Rsa “Monsignor Apa”. Da quanto riferito da colleghi e persone che la conoscevano, veniva descritta come riservata, tranquilla e con una forte pratica religiosa. Nel quotidiano, spiegano le testimonianze raccolte, non avrebbe mostrato comportamenti tali da far prevedere un esito così drammatico.
Depressione post-partum e timori legati ai figli
In base alle informazioni raccolte, l’ultima gravidanza avrebbe inciso in modo significativo sul suo equilibrio psicologico, con una diagnosi di depressione post-partum. Sempre secondo quanto riferito da persone a lei vicine, avrebbe rifiutato percorsi terapeutici per la paura che le autorità potessero intervenire sui figli.
Un elemento riportato nelle ricostruzioni riguarda il legame della donna con la parrocchia, indicata come un punto di riferimento costante. Il parroco, don Vincenzo, ha dichiarato: «Veniva spesso qui» e ha aggiunto: «Aveva sempre questa grande paura per i bambini. Io le consigliavo di chiedere un supporto, di farsi aiutare, ma lei restava ferma nel suo timore». Tra gli oggetti trovati dai soccorritori, viene indicato anche un rosario.
Il marito e i soccorsi: cosa è stato riferito
Secondo quanto riportato, il marito si trovava in casa e stava dormendo in un’altra stanza. Si sarebbe svegliato dopo aver udito rumori provenire dal cortile e, una volta accortosi di quanto accaduto, avrebbe raggiunto rapidamente l’esterno dell’edificio, tentando di prestare aiuto in attesa dei soccorsi.
Indagini in corso: verifiche della Squadra Mobile e della Scientifica
Le verifiche sono affidate alla Squadra Mobile e alla Polizia Scientifica, che stanno svolgendo accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica. Tra le attività in corso è indicata la visione delle immagini delle telecamere della zona, nell’ambito delle procedure di controllo finalizzate a chiarire ogni passaggio dell’accaduto.
Le reazioni: la testimonianza delle amiche
Tra le dichiarazioni raccolte, alcune amiche hanno espresso una posizione netta sulle difficoltà legate alla salute mentale materna, affermando: «Anna non era pazza, ma una mamma come noi lasciata sola: la sua morte è il fallimento di uno Stato che ignora la salute mentale materna».