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Dal 1° gennaio 2026 aumenta il prezzo delle sigarette: la tabella dei rincari per pacchetto

Tabacco trinciato, tabacco riscaldato ed e-cig: rincari su tutte le alternative

La revisione delle accise non riguarda soltanto le sigarette confezionate. Il nuovo quadro fiscale coinvolge infatti anche le altre categorie di prodotti del tabacco e i prodotti da inalazione senza combustione, spesso scelti dai consumatori come alternative al fumo tradizionale. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare squilibri eccessivi tra le diverse tipologie di prodotti e di rendere più omogeneo il carico fiscale. In particolare, subiscono variazioni importanti il tabacco trinciato a mano, i prodotti a tabacco riscaldato e i liquidi per sigarette elettroniche. Per ciascuna di queste categorie sono previsti incrementi distinti, con meccanismi diversi: importi fissi per grammo o per unità in alcuni casi, percentuali sul prezzo finale in altri.

Il tabacco trinciato, storicamente percepito come alternativa più economica alle sigarette tradizionali, sarà interessato dai rincari più consistenti. L’aumento del prezzo atteso nei prossimi tre anni, infatti, rende questa scelta progressivamente meno vantaggiosa rispetto al passato, riducendo il differenziale di costo tra le due opzioni.

Tabacco trinciato: rincari consistenti nel triennio

Per il tabacco trinciato a mano, utilizzato per confezionare sigarette rollate, sono previsti aumenti nettamente superiori rispetto a quelli che riguardano i pacchetti già pronti. Gli importi indicativi, riferiti alle confezioni più diffuse, possono essere riassunti come segue:

  • 2026: +0,50 €
  • 2027: +0,65 €
  • 2028: +0,80 €

Questi incrementi, anno dopo anno, determinano un deciso rialzo del prezzo finale per chi acquista trinciato rispetto alla situazione attuale. Un prodotto che in passato è stato considerato una soluzione più economica rispetto alle sigarette confezionate vede quindi ridursi progressivamente il proprio vantaggio di costo. Nel medio termine, gli aumenti previsti potrebbero portare parte dei consumatori a rivedere le proprie abitudini di acquisto, valutando altre alternative o, in alcuni casi, riducendo il consumo complessivo. Il trinciato, infatti, è spesso scelto da chi consuma quantità significative di tabacco e il maggiore impatto sul prezzo può risultare particolarmente sensibile per questa fascia di utenti.

Uomo che fuma una sigaretta e riflette sui rincari in arrivo

Tabacco riscaldato e dispositivi ibridi: crescita graduale delle accise

Un capitolo specifico della riforma riguarda i prodotti a tabacco riscaldato, una categoria in forte espansione, che include stick o ricariche utilizzati con dispositivi elettronici dedicati. Questi prodotti, che non prevedono combustione ma riscaldamento del tabacco, sono stati a lungo sottoposti a un regime fiscale più favorevole rispetto alle sigarette tradizionali. Con la nuova struttura delle accise, anche per il tabacco riscaldato è previsto un incremento progressivo, con l’intento di avvicinare il trattamento fiscale a quello delle sigarette classiche. Le proiezioni degli aumenti stimati sono le seguenti:

  • 2026: +0,08 / +0,10 €
  • 2027: +0,10 / +0,12 €
  • 2028: +0,12 / +0,15 €

Si tratta di aumenti che, pur rimanendo inferiore in valore assoluto rispetto a quelli applicati su altre categorie, incidono in modo costante sul prezzo al dettaglio. La linea adottata dal legislatore è quella di una graduale convergenza dei diversi regimi fiscali, al fine di evitare forme di concorrenza eccessivamente sbilanciate tra i vari prodotti. Dal punto di vista del mercato, l’adeguamento dei prezzi obbligherà produttori e distributori di dispositivi ibridi e tabacco riscaldato a rivedere i propri listini e le politiche promozionali, tenendo conto dell’elasticità della domanda e della sensibilità dei consumatori agli aumenti di prezzo.

Liquidi per sigarette elettroniche: aumenti percentuali su nicotina e senza nicotina

Un altro segmento coinvolto nella riforma delle accise è quello dei liquidi per sigarette elettroniche, che comprende sia i prodotti con nicotina sia le versioni prive di nicotina. A differenza di altre categorie per le quali è previsto un rincaro fisso, in questo caso l’aumento avviene in termini percentuali, applicato al prezzo finale di vendita.

  • Liquidi con nicotina: +10% sul prezzo finale
  • Liquidi senza nicotina: +5% sul prezzo finale

L’impatto di questi aumenti sarà particolarmente avvertito da chi utilizza le sigarette elettroniche in modo quotidiano o comunque regolare, in quanto il costo complessivo mensile dei liquidi potrebbe crescere in misura significativa. La scelta di modulare l’aumento in base alla presenza di nicotina mira a mantenere una differenza tra i due segmenti, continuando tuttavia ad applicare una pressione fiscale crescente sull’intero comparto. Nel complesso, il nuovo assetto avvicina ulteriormente il trattamento dei prodotti da inalazione senza combustione a quello del tabacco tradizionale, confermando la tendenza a una gestione omogenea delle diverse forme di consumo di nicotina dal punto di vista fiscale.

L’incremento delle accise sui prodotti del tabacco risponde a una duplice esigenza. Da un lato, il governo punta a reperire nuove risorse per i conti pubblici, in un contesto caratterizzato da esigenze di finanziamento di diverse misure di spesa. Dall’altro, il provvedimento si inserisce nelle politiche di prevenzione sanitaria che mirano a ridurre il numero di fumatori e il consumo complessivo di tabacco. Negli ultimi anni, misure analoghe sono già state adottate più volte, con aumenti progressivi delle accise che hanno contribuito a far crescere il prezzo dei pacchetti e di altri prodotti correlati. L’attuale intervento prosegue su questa linea, introducendo un nuovo ciclo di adeguamenti che, secondo le previsioni, dovrebbe ridurre l’accessibilità economica del fumo, soprattutto nel lungo periodo. Nella documentazione ufficiale viene ribadito come l’aumento dei prezzi rappresenti uno degli strumenti più utilizzati a livello internazionale per contrastare il tabagismo, in particolare tra i giovani e tra le fasce di popolazione più esposte al rischio di dipendenza. L’incremento delle accise è quindi presentato non solo come una scelta di bilancio, ma anche come un tassello delle politiche di sanità pubblica.

Impatto sul mercato e possibili scenari futuri

L’aumento delle accise e il conseguente rialzo dei prezzi sono destinati a modificare l’assetto del mercato del tabacco nei prossimi anni. I produttori dovranno adeguare i listini ai nuovi oneri fiscali, mentre la distribuzione e il commercio al dettaglio dovranno aggiornare l’offerta e le strategie promozionali in relazione alla nuova struttura dei prezzi. Dal lato della domanda, è prevedibile un progressivo spostamento verso i prodotti percepiti come relativamente meno costosi o verso soluzioni ritenute meno impattanti sul portafoglio, pur restando all’interno del perimetro dei prodotti da fumo o da inalazione. In parallelo, una parte dei consumatori potrebbe scegliere di ridurre i consumi o di intraprendere percorsi di cessazione del fumo, in linea con gli obiettivi delle politiche sanitarie.

Nel medio periodo, l’intero comparto dovrà confrontarsi con un contesto caratterizzato da tassazione crescente, maggiore attenzione alle ricadute sanitarie e normative in costante evoluzione. Per i consumatori finali, le nuove misure si tradurranno in una spesa più elevata per l’acquisto di sigarette, tabacco trinciato, tabacco riscaldato e sigarette elettroniche, con effetti che diventeranno sempre più evidenti man mano che ci si avvicinerà alle scadenze del 2027 e del 2028. Il quadro che emerge è quello di un settore sottoposto a una pressione fiscale strutturale e crescente, nel quale il prezzo del tabacco continuerà a rappresentare uno strumento centrale di intervento pubblico, sia sul fronte del gettito, sia su quello della tutela della salute collettiva.

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