
La semifinale degli Australian Open alla Rod Laver Arena ha vissuto un brusco cambio di inerzia dopo un avvio favorevole a Jannik Sinner. Il match, impostato su ritmi altissimi e scambi prolungati, ha visto però la reazione di Novak Djokovic, capace di riportare l’incontro in equilibrio con un secondo set giocato con maggiore solidità nei momenti decisivi.
Dopo la sconfitta dell’azzurro nel primo parziale per 6-3, il fuoriclasse serbo ha risposto in modo speculare: anche il secondo set si è chiuso 6-3, ristabilendo la parità e spostando la pressione sul tennista italiano. L’andamento ha evidenziato una partita costruita sui dettagli, con pochi margini di errore e scelte tattiche determinanti a ogni cambio di ritmo.

Il secondo set deciso da un break e dalla solidità di Djokovic
Il set che ha rimesso in carreggiata Djokovic si è deciso su un singolo break, ottenuto nel quarto gioco. Da quel momento il serbo ha gestito il vantaggio con efficacia, alternando prime di servizio incisive e scambi controllati da fondo campo. Sinner ha cercato fino alla fine di rientrare, costruendosi opportunità importanti in risposta, ma senza riuscire a trasformarle nel momento chiave.
In particolare, Djokovic ha dovuto annullare quattro palle break, respingendo i tentativi dell’altoatesino di rimettere in discussione il parziale. Con il punteggio tornato in equilibrio, la strada verso la finale è diventata più complessa per l’italiano, chiamato a ritrovare continuità e lucidità per inseguire l’ultimo atto del torneo di Melbourne, dove in finale è atteso Carlos Alcaraz dall’altra parte del tabellone.
L’episodio contestato nel terzo set che accende le polemiche
Nelle prime fasi del terzo set, l’incontro ha proseguito sulla linea dell’equilibrio, con entrambi i giocatori impegnati a mantenere alta la percentuale di prime palle e a limitare gli errori non forzati. In un contesto in cui ogni punto assume un peso specifico maggiore, un episodio avvenuto durante un turno di servizio di Sinner ha richiamato l’attenzione del pubblico e degli osservatori.
Nel terzo game del parziale, mentre l’azzurro stava per colpire la seconda di servizio, il giudice di sedia ha interrotto l’azione. La causa è stata una pallina rientrata dagli spalti e rimandata verso un raccattapalle. L’interruzione, arrivata durante la preparazione del gesto tecnico, ha avuto un impatto immediato sull’azione successiva e ha introdotto un elemento di tensione in una fase delicatissima della partita.
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