
Si chiama Sofia, ha 15 anni ed è indicata come il sesto disperso italiano collegato alla strage di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Il suo nominativo è stato inserito solo nella serata di ieri nell’elenco ufficiale diffuso dall’unità di crisi della Farnesina, andando ad aggiungersi a un quadro già segnato da numerose vittime e da un forte stato di allarme per i dispersi italiani. Cosa è emerso nelle ultime ore.

Strage al Crans-Montana: il dolore delle famiglie
La giovane possedeva la doppia cittadinanza italo-svizzera. La famiglia, originaria di Roma, risiede da tempo a Castel San Pietro, nel Canton Ticino, non lontano da Mendrisio, dove il padre di Sofia si era trasferito per motivi professionali. La comunità locale, che conosce personalmente i genitori e il contesto familiare della ragazza, segue con attenzione e preoccupazione gli sviluppi dell’inchiesta e delle operazioni di riconoscimento.


L’attesa per gli sviluppi dopo la tragedia di Capodanno
In queste ore, tra i vicini di casa e le persone che frequentano la stessa zona residenziale, prevalgono sentimenti di angoscia e di attesa. Le procedure di identificazione, avviate dalle autorità svizzere in collaborazione con quelle italiane, sono ancora in corso e i familiari attendono riscontri ufficiali sulle vittime coinvolte nell’incendio di Capodanno.
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