Nel centrosinistra il Pd resta davanti al Movimento 5 Stelle
Nel campo progressista, il Partito Democratico guidato da Elly Schlein si colloca al 22,1%, conservando la leadership dell’area pur registrando un arretramento di 0,1 punti percentuali. Il dato conferma la centralità del Pd all’interno della coalizione.
Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte segue al 12,9% e, anche in questo caso, il sondaggio indica una lieve diminuzione. La distanza tra le due forze principali del centrosinistra resta dunque significativa, pur in un quadro di oscillazioni limitate.
Tra gli altri partiti dell’area, Alleanza Verdi e Sinistra viene stimata in crescita al 6,3%. Italia Viva di Matteo Renzi raggiunge invece il 2,4%, mentre +Europa è indicata in calo all’1,4%.

Fuori dai poli: Azione e Futuro Nazionale oltre la soglia del 3%
Tra le forze non direttamente collocate nei due schieramenti principali, Azione sale al 3%. Secondo l’analisi riportata da Tecnè, la linea dialogante di Carlo Calenda nei confronti del governo starebbe contribuendo a un miglioramento del consenso del partito.
Nella stessa area, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci risulta però leggermente davanti, con una stima al 3,1%. Il sorpasso evidenziato dalla rilevazione segnala un contesto in cui anche piccoli spostamenti possono modificare gli equilibri tra le forze minori.
Il dato chiave: indecisi e astenuti sfiorano la metà del campione
L’elemento più rilevante del sondaggio riguarda però la platea di chi non esprime una scelta. Secondo il “borsino dei partiti” elaborato da Tecnè per Agenzia Dire, la somma tra astenuti e cittadini che non dichiarano un’intenzione di voto raggiunge il 44,2% degli intervistati.
Una quota di questa ampiezza rappresenta un fattore determinante per la lettura dei sondaggi politici: da un lato evidenzia un livello elevato di incertezza, dall’altro indica che gli orientamenti fotografati potrebbero variare in modo sensibile in caso di una mobilitazione maggiore dell’elettorato.