Le altre forze: piccoli movimenti ma quadro frammentato
Nel resto dello scenario politico si registrano variazioni più contenute ma diffuse. Alleanza Verdi e Sinistra resta stabile al 6,5%, mentre tra i partiti minori emergono piccoli segnali di crescita.
Azione sale al 3,2% (+0,4%), +Europa raggiunge l’1,9% (+0,5%), mentre Italia Viva scende al 2,4% (-0,2%).
Si muovono anche le forze più piccole: Futuro Nazionale al 3,4% (+0,1%) e Noi Moderati allo 0,7% (+0,2%). Il risultato è un sistema sempre più frammentato, dove nessun blocco riesce a dominare completamente.

Coalizioni: il “campo largo” si avvicina
Guardando agli schieramenti, il centrodestra resta in testa con il 45,1%, ma perde oltre due punti (-2,2%). Il centrosinistra si attesta al 30,7% (-0,2%), mentre il cosiddetto “campo largo” — che include anche il Movimento 5 Stelle — sale al 44,8% (+0,8%).
È proprio questo il dato politicamente più rilevante: la distanza tra le coalizioni si riduce al minimo. Un equilibrio che non si vedeva da tempo e che potrebbe riaprire completamente la partita nelle prossime settimane.
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Astenuti e indecisi: il vero ago della bilancia
Resta alta la quota di astenuti e indecisi, pari al 44,7%, anche se in calo dell’1,2%. Un dato che si collega all’aumento della partecipazione registrato di recente e che potrebbe avere un impatto decisivo sugli equilibri futuri.
In una fase in cui le distanze tra le coalizioni si accorciano, anche piccoli spostamenti all’interno di questo bacino possono cambiare radicalmente gli scenari. Più dei singoli numeri, è proprio la dinamica della partecipazione a rappresentare il vero fattore chiave per capire come evolverà il quadro politico italiano nelle prossime settimane.