Roberto Vannacci cresce ancora e sfiora la Lega
In questo scenario emerge con forza la crescita di Roberto Vannacci. Futuro Nazionale raggiunge infatti il 4,1%, consolidando una crescita che nelle ultime settimane appare sempre più costante.
Il dato viene letto da molti osservatori come un segnale d’allarme per la Lega. L’ex generale sembra infatti riuscire a intercettare una parte dell’elettorato sovranista e conservatore che non si sente più rappresentato dagli attuali equilibri del centrodestra.
La distanza tra Futuro Nazionale e la Lega si riduce sempre di più, e il sorpasso che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile oggi non appare più così irrealistico.
L’ascesa di Vannacci rischia quindi di aprire nuovi problemi interni alla maggioranza, soprattutto nell’area più a destra della coalizione.

Il Pd tiene, Conte resta stabile
Nel centrosinistra il primo partito resta Partito Democratico, che si attesta al 22,2%. Il distacco da Fratelli d’Italia resta importante, pari a 5,9 punti percentuali, ma il Pd continua comunque a confermarsi come principale forza di opposizione.
La leadership di Elly Schlein mantiene quindi una base stabile, soprattutto all’interno del cosiddetto campo largo.
Tiene anche Movimento 5 Stelle, che raggiunge il 12,5%. Nonostante le difficoltà emerse nelle ultime amministrative, il partito guidato da Giuseppe Conte continua a conservare un peso significativo a livello nazionale.
Buon risultato anche per Alleanza Verdi e Sinistra, che sale al 6,2% e si avvicina alla Lega.
I partiti minori e gli equilibri futuri
Tra i partiti centristi e liberali, Azione resta sopra la soglia del 3% con il 3,1%, mentre Italia Viva si ferma al 2,4% e +Europa all’1,8%.
Chiudono la classifica Democrazia Sovrana Popolare con l’1,3% e Noi Moderati all’1%.
Il quadro che emerge dal sondaggio è quello di una fase politica ancora molto fluida. Fratelli d’Italia resta nettamente avanti, ma dentro il centrodestra gli equilibri stanno cambiando rapidamente. E la crescita di Roberto Vannacci potrebbe diventare uno degli elementi più destabilizzanti dei prossimi mesi politici.