
La partita politica italiana si gioca su un equilibrio meno scontato di quanto possa suggerire la durata del governo in carica. Giorgia Meloni guida un esecutivo che ha superato la soglia dei tre anni, ma la stabilità istituzionale non coincide necessariamente con l’assenza di oscillazioni nelle intenzioni di voto. Tra il consenso consolidato di Fratelli d’Italia, le difficoltà di costruire un’alternativa competitiva e la comparsa di nuove forze che cercano spazio fuori dai tradizionali schieramenti, il quadro politico resta in movimento.
Il sondaggio SWG per il TgLa7 diffuso il 19 ottobre 2026 riporta questa competizione al centro della scena. Due scenari che mettono alla prova la capacità del centrosinistra di trovare una leadership riconoscibile, con Elly Schlein e Giuseppe Conte come possibili candidati alla presidenza del Consiglio. La questione, dunque, non riguarda soltanto chi raccoglie più consensi oggi, ma anche quale configurazione delle alleanze possa trasformare le preferenze individuali in una proposta politica competitiva.

Nuova legge elettorale e proteste su carovita: come regge il governo?
A rendere più complessa la fotografia è il contesto in cui maturano queste indicazioni. Il 9 ottobre la Camera ha approvato la riforma della legge elettorale, con 227 voti favorevoli e 164 contrari. Il nuovo sistema, basato su un impianto proporzionale con premio di maggioranza, ha provocato la dura contestazione delle opposizioni, che hanno denunciato il rischio di alterare la competizione a vantaggio della coalizione di governo. Per la maggioranza, invece, la riforma punta a favorire la governabilità. Non cambia soltanto il modo in cui i voti potrebbero tradursi in seggi: cambia anche il terreno sul quale i partiti dovranno misurarsi, costretti a ragionare sulla composizione delle alleanze e sulla capacità di aggregare consensi.
Nel frattempo, fuori dai palazzi, il carovita e il malcontento legato alle politiche dell’esecutivo hanno trovato espressione nelle manifestazioni studentesche del 16 ottobre, quando il cosiddetto No Meloni Day ha attraversato numerose città italiane. Le proteste, accompagnate da momenti di tensione e da episodi di violenza in alcune località, hanno riportato al centro del dibattito il costo della vita, la condizione della scuola pubblica e le contestazioni alle scelte del governo. Una mobilitazione che merita attenzione, ma che da sola non consente di stabilire quanto sia esteso il dissenso nell’elettorato né quale effetto possa avere sulle urne.

Il quadro politico
Il sondaggio SWG per il TgLa7, diffuso il 19 ottobre 2026, fotografa una sfida elettorale estremamente equilibrata. Fratelli d’Italia si conferma il primo partito nelle intenzioni di voto, ma nelle due simulazioni proposte il campo largo risulterebbe avanti, seppure con uno scarto minimo, rispetto al centrodestra.
La rilevazione prende in esame due possibili candidature alla presidenza del Consiglio per l’alleanza di centrosinistra: quella di Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, e quella di Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle. In entrambi i casi, Roberto Vannacci e Carlo Calenda resterebbero esterni ai due schieramenti principali.
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