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“Sono stati loro”. Garlasco, nuove tracce: l’annuncio in tv. Cosa succede a Stasi e Sempio

La tesi dell’avvocato Lovati sul caso Chiara Poggi

Nella seconda parte dell’intervista, Dario Maltese ha chiesto a Massimo Lovati chi possa essere responsabile dell’omicidio qualora, secondo la sua ricostruzione, non lo fossero né Alberto Stasi né Andrea Sempio.

L’ex difensore ha esposto una propria ipotesi alternativa, richiamando anche i contenuti delle ricerche effettuate da Chiara Poggi poco prima della sua morte. “L’omicidio è stato commissionato, la ragazza aveva visto, notato o stava approfondendo ricerche contro coloro che l’hanno poi eliminata. Che tipo di ricerche? La risposta è nella pennetta di Chiara Poggi, di cui nessuno più parla, ma secondo me è un elemento fondamentale di tutta la vicenda. Lei nell’ultimo periodo della sua vita, intorno a luglio e inizio agosto, stava facendo ricerche in orari molto particolari, appena sveglia o appena tornata dal lavoro, cosa che dimostra la sua grande attenzione a questo. Le sue ricerche erano sulla pedofilia negli enti ecclesiastici statunitensi, un tema che nessuno approfondisce in Italia”.

Le dichiarazioni rappresentano la posizione personale espressa dal legale durante la trasmissione. Non costituiscono conclusioni emerse in sede giudiziaria.

Garlasco, a Chi l'ha visto le ricerche sospette e la chiavetta “Abusi550” di Chiara Poggi

Alberto Stasi e Andrea Sempio, le dichiarazioni dell’ex difensore

Alla domanda sul possibile coinvolgimento di Alberto Stasi, Lovati ha proseguito: “Lui era la pedina giusta per depistare le indagini, era l’unico presente e a essere vicino a Chiara. L’organizzazione ha fatto in modo di inserirlo sulla scena del delitto per depistare le indagini. Facciamo una ricerca su quante persone in Italia fanno ricerche su queste, lei continuava a vivisezionare e approfondire questi argomenti”.

Il punto centrale dell’intervento ha riguardato però il futuro processuale di Andrea Sempio. Lovati ha escluso l’eventualità di un rinvio a giudizio, facendo riferimento alla condanna definitiva di Stasi.

“Non può essere rinviato a giudizio perché c’è una sentenza passata in giudicato per cui è stato condannato Alberto Stasi. Come fanno quindi a chiedere il giudizio di uno quando c’è già un altro condannato? Ci stava all’inizio dell’indagine quando si parlava di concorso, ed è il motivo per cui erano state riaperte le indagini. Io sono sempre stato un fautore della negazione del confronto, dopo un anno e mezzo è caduto il confronto ed è rimasta questa ipotesi fantasiosa secondo me, dell’omicidio volontario commesso da Andrea Sempio”.

Procura di Pavia, attesa per la decisione del 28 settembre

Le parole dell’ex legale delineano una valutazione difensiva che dovrà essere distinta dalle decisioni degli uffici giudiziari. Sarà infatti la Procura di Pavia a stabilire come procedere al termine degli accertamenti sulla posizione di Sempio.

Il 28 settembre resta quindi la data da seguire. Solo dopo le determinazioni della Procura sarà possibile comprendere se la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco si avvierà verso l’archiviazione oppure se si apriranno nuovi passaggi davanti all’autorità giudiziaria.

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