Nel nuovo capitolo dell’inchiesta sul delitto di Garlasco, un accertamento tecnico sulla data di pubblicazione di un commento su YouTube mette in discussione una delle spiegazioni avanzate dalla difesa di Andrea Sempio. Il dato, illustrato nel corso di Mattino Cinque, riguarda un messaggio comparso online il giorno successivo a un’intercettazione ritenuta rilevante dagli investigatori.
La verifica non definisce, di per sé, il significato delle parole pronunciate dall’indagato nella conversazione del 14 aprile 2025. Secondo quanto emerge dagli atti richiamati nel programma, tuttavia, escluderebbe che quelle frasi potessero riferirsi allo specifico commento indicato dai legali, poiché quest’ultimo sarebbe stato pubblicato soltanto il 15 aprile.
La situazione si inserisce nel quadro delle indagini coordinate dalla Procura di Pavia, che continua a esaminare intercettazioni, dati digitali e ulteriori elementi relativi alla posizione di Sempio. La difesa, dal canto suo, sostiene la necessità di valutare le conversazioni nel loro insieme e avrebbe individuato altri dialoghi che ritiene utili alla ricostruzione dei fatti.

Delitto di Garlasco, il dettaglio emerso a Mattino Cinque
Nella puntata di martedì 20 ottobre di Mattino Cinque, Federica Panicucci ha dedicato spazio agli ultimi sviluppi del caso. L’attenzione si è concentrata su un commento pubblicato sotto un contenuto YouTube e sul rapporto temporale tra quel messaggio e l’intercettazione effettuata dai carabinieri.
Il punto, apparentemente circoscritto, potrebbe assumere rilievo nel confronto tra l’interpretazione degli inquirenti e quella proposta dagli avvocati di Sempio. La questione riguarda infatti la possibilità che l’indagato, durante una telefonata, stesse replicando a discussioni nate in rete.
Andrea Sempio e l’intercettazione del 14 aprile 2025
La conversazione oggetto di attenzione risale al 14 aprile 2025. In quell’intercettazione, Andrea Sempio parla di una chiavetta e delle telefonate fatte all’abitazione della famiglia Poggi. Nel corso del dialogo viene pronunciata anche la frase “Non ci voglio parlare con te”, riferita, secondo la ricostruzione riportata, a una ragazza che gli avrebbe chiuso il telefono.
La difesa ha fornito una diversa chiave di lettura del passaggio, richiamando la possibile fruizione di contenuti online da parte dell’indagato. Nella memoria depositata dagli avvocati si legge: “Venendo ora allo sbandierato soliloquio del 14 aprile 2025 (ritenuto dagli inquirenti pressoché confessorio), prima del medesimo Sempio ascolta verosimilmente tramite cellulare un contenuto di Bugalalla, che, in sé, non affronta il tema delle tre telefonate, il tema però viene evocato da numerosi utenti nei commenti al video”.
Secondo questa impostazione, le parole intercettate avrebbero potuto essere collegate ai commenti pubblicati dagli utenti sotto il video. È su tale collegamento che si sono concentrati gli approfondimenti tecnici successivi.

