
Sorelle ritrovate: il piano e le indagini ancora aperte
La ricostruzione del fermo, secondo gli atti della procura guidata da Luciano D’Angelo, delinea una pianificazione articolata. Il 5 giugno Valentina D’Acunto avrebbe utilizzato utenze riconducibili a identità inesistenti, con schede acquistate illegalmente e poi impiegate nei contatti preliminari.
Tra la notte del 6 e 7 giugno, secondo gli inquirenti, le due minori sarebbero state prelevate dalla struttura di Civitella Alfedena Civitella Alfedena e trasferite a Formia Formia, nell’abitazione di una parente. Qui sarebbero rimaste per quasi due settimane in condizioni di forte isolamento, senza contatti con l’esterno se non limitati ai pasti.
Le intercettazioni e l’analisi dei tabulati hanno permesso agli investigatori di ricostruire i movimenti e di individuare i primi responsabili. Tuttavia, il decreto di fermo lascia aperto un ulteriore fronte: la possibile presenza di complici ancora non identificati.
Determinante, nella fase finale dell’indagine, sarebbe stata una videochiamata intercettata dagli investigatori, elemento che ha permesso la localizzazione delle due ragazze e la conclusione del loro isolamento. Le verifiche proseguono ora per chiarire ogni eventuale ruolo ancora non emerso in una vicenda che, al momento, appare tutt’altro che chiusa.