
C’è un dettaglio che continua a catturare l’attenzione degli investigatori e che potrebbe rappresentare uno dei tasselli più importanti nella complessa vicenda della scomparsa di Alisya e Sarah. Da giorni le ricerche delle due sorelle di 16 e 12 anni, svanite nel nulla dalla comunità di Civitella Alfedena, procedono senza sosta tra controlli, verifiche e nuove piste da approfondire. Mentre i soccorritori battono boschi, rifugi e strutture abbandonate del territorio, emergono particolari che alimentano interrogativi sempre più pressanti. Tra questi, la questione dei telefoni cellulari che le due ragazze avrebbero portato con sé prima di sparire e che potrebbero contribuire a ricostruire gli ultimi movimenti prima della fuga.

Telefoni delle sorelline scomparse: il giallo delle schede telefoniche
Come riporta Il Messaggero, due delle tre schede telefoniche associate ai dispositivi che sarebbero stati in possesso delle ragazze risultano intestate a un uomo di origine kosovara e al compagno della madre delle minori. Un elemento che gli investigatori stanno analizzando con attenzione nel tentativo di comprendere eventuali collegamenti utili alle indagini.
I telefoni, secondo quanto emerso, sarebbero inattivi da circa 96 ore. L’ultimo segnale sarebbe stato agganciato nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, prima di interrompersi definitivamente il 10 giugno. Gli inquirenti stanno ora verificando il terzo numero telefonico per individuare eventuali connessioni alle celle telefoniche e restringere così il raggio delle ricerche.
Il dispositivo intestato al compagno della madre sarebbe stato consegnato alla sorella più piccola per consentirle di comunicare durante gli spostamenti tra Civitella Alfedena e Barrea necessari per frequentare la scuola. Parallelamente vengono esaminati anche gli apparecchi utilizzati all’interno della comunità dagli ospiti e dalle stesse minori.

Sorelline scomparse, la pista della madre e le verifiche degli inquirenti
Sul caso la Procura di Sulmona procede con le ipotesi di reato di sottrazione di minori e abbandono di minori, a seguito delle denunce presentate dai genitori. Tra le persone ascoltate più volte dai carabinieri figura anche Youssef, diciottenne di origine egiziana e fidanzato della maggiore delle due sorelle.
Secondo il racconto fornito dal giovane agli investigatori, dietro l’allontanamento delle ragazze potrebbe esserci la madre. Il ragazzo avrebbe infatti riferito di ritenere che la donna abbia prelevato le figlie per portarle in una casa. Una ricostruzione che continua a essere verificata dagli inquirenti e che ha portato a una serie di accertamenti sul territorio.
Le forze dell’ordine hanno eseguito perquisizioni nell’abitazione della madre e presso i familiari della donna, senza però trovare alcun riscontro concreto. Nessun esito positivo neppure rispetto a una presunta abitazione nelle vicinanze di Cassino, indicata come possibile rifugio.
La storia delle due sorelle affonda le radici nei mesi precedenti alla scomparsa. Dopo la sospensione della responsabilità genitoriale, Sarah e Alisya erano state prelevate dalla scuola di Minturno e affidate ai servizi sociali. Dopo un periodo trascorso in strutture differenti, nel 2024 erano state nuovamente riunite nella comunità “Ofh Hope” di Civitella Alfedena, ricavata in un ex albergo immerso nella natura del parco.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva