
Come confermato nelle ultime ore dalle squadre impegnate sul campo, le operazioni di ricerca, già particolarmente intense nei giorni scorsi, sono state ulteriormente rafforzate. L’obiettivo è battere ogni possibile pista e verificare ogni elemento utile a comprendere cosa sia accaduto alle due ragazze dopo l’allontanamento dalla struttura che le ospitava nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Da oggi, infatti, sul campo sono impegnati anche sei specialisti del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Roccaraso. I militari stanno perlustrando in particolare la Val di Rose, una delle zone montane più conosciute e allo stesso tempo più difficili da controllare dell’area. Le verifiche riguardano sentieri escursionistici, boschi e aree isolate che si estendono sopra il centro abitato di Civitella Alfedena.

Il dispositivo messo in campo è imponente. Alle attività partecipano forze dell’ordine, vigili del fuoco, protezione civile, unità cinofile e personale altamente specializzato. Negli ultimi giorni sono stati controllati numerosi casolari, edifici dismessi, grotte e rifugi, oltre alle principali vie di collegamento tra Civitella Alfedena, Castel di Sangro, Avezzano e Passo Godi. Le verifiche hanno interessato anche la zona del lago di Barrea, considerata strategica per la presenza di percorsi frequentati da residenti e turisti.
Nel frattempo la Procura di Sulmona continua a coordinare le indagini. Gli investigatori mantengono aperte tutte le possibili ipotesi e stanno cercando di ricostruire nel dettaglio le ultime ore trascorse dalle due sorelle prima della scomparsa, concentrandosi sui contatti avuti e sugli eventuali spostamenti programmati.