Il divorzio e le tensioni economiche prima del delitto
Il caso si inserisce in un contesto familiare descritto come complesso e segnato da tensioni. A metà dicembre 2024, poche settimane prima dell’omicidio, si era svolta l’udienza di divorzio tra Michael Kegg Jr. e la ex moglie Malisa Kegg, un passaggio che, secondo l’accusa, avrebbe contribuito a inasprire conflitti già presenti.
Gli inquirenti hanno collegato la vicenda anche a contrasti di natura economica e personale. In particolare, è stato riferito che il giorno precedente al delitto l’uomo avrebbe chiesto di interrompere alcune utenze intestate alla donna, spiegando di non voler più sostenere quei costi. Un elemento che gli investigatori hanno considerato indicativo del clima di rottura.
Alcuni testimoni hanno descritto l’imputato come particolarmente adirato in quel periodo. Le dichiarazioni raccolte hanno contribuito a delineare un quadro di forte tensione, che la procura ha inserito nella ricostruzione della possibile premeditazione.

Il cellulare lasciato a casa e gli elementi di pianificazione
Nel corso dell’inchiesta, gli investigatori hanno ricostruito una sequenza di azioni ritenute significative. Tra queste, viene citato il fatto che Michael Kegg Jr. avrebbe lasciato il proprio cellulare a casa, comportamento interpretato come un possibile tentativo di evitare la localizzazione o di ridurre le tracce digitali nei momenti cruciali.
Questo aspetto, unito alla presenza dell’arma e alla successiva accensione dell’incendio, è stato utilizzato per sostenere l’ipotesi di un’azione non improvvisata. Nel processo, tali elementi hanno avuto un peso nell’attribuzione delle responsabilità e nella definizione della pena complessiva.
La sentenza di 126 anni di carcere rappresenta, secondo la ricostruzione riportata, la risposta a un duplice omicidio ritenuto particolarmente grave per modalità e conseguenze. Il dispositivo ha stabilito pene separate per le due vittime, sommate in modo da determinare un periodo detentivo di fatto definitivo.
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Il ruolo di Amanda Kegg il procedimento ancora in corso
Nel fascicolo dell’indagine compare anche il nome di Amanda Kegg, all’epoca moglie di Michael Kegg Jr.. Secondo quanto sostenuto dagli inquirenti, la donna avrebbe assistito agli omicidi e avrebbe accompagnato l’uomo in auto fino all’abitazione dove si sono consumati i fatti.
La donna si è dichiarata non colpevole in relazione alle accuse di omicidio e favoreggiamento. La sua posizione, distinta da quella già definita con la condanna di Kegg Jr., è oggetto di ulteriori verifiche nell’ambito delle procedure giudiziarie in corso.
Le autorità, infine, proseguono nel lavoro di chiarimento di ogni responsabilità collegata alla vicenda. Il caso, per la violenza dell’episodio e per il tentativo di alterare la scena attraverso l’incendio, è stato seguito con particolare attenzione e ha alimentato un forte impatto sull’opinione pubblica statunitense.