
È morto all’ospedale Niguarda Liu Wenham, il 30enne cinese rimasto gravemente ferito nella sparatoria con la polizia avvenuta nei giorni scorsi a Milano, nella zona di Rogoredo. L’uomo era ricoverato da domenica, in condizioni giudicate critiche fin dalle prime ore successive all’episodio.
Secondo quanto ricostruito, l’intervento degli agenti era scattato dopo un gesto ritenuto violento: Liu avrebbe sottratto una pistola a una guardia giurata. In quei frangenti, avrebbe poi rivolto l’arma verso gli operatori intervenuti, dando origine a una situazione di grave pericolo che si è conclusa con il ferimento dell’uomo.

Milano, morto in ospedale Liu Wenham
Le ferite riportate, riporta Milano Today, sarebbero state localizzate alla testa e a un braccio. Trasportato d’urgenza in ospedale, il 30enne è rimasto sotto osservazione e trattamento intensivo fino al decesso, comunicato nelle ultime ore.
La vicenda, avvenuta in un’area già attenzionata per criticità legate alla sicurezza e al disagio sociale, ha determinato l’avvio degli accertamenti di rito per chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti e le circostanze dell’uso dell’arma da parte degli agenti.

La ricostruzione dell’intervento e il contesto della sparatoria
In base alle informazioni emerse, l’episodio si è sviluppato nell’arco di pochi istanti. Dopo la segnalazione di un comportamento aggressivo, le forze dell’ordine sarebbero intervenute per contenere la minaccia. Durante l’azione, Liu avrebbe impugnato la pistola sottratta e l’avrebbe puntata contro i presenti, compresi gli agenti.
La sottrazione dell’arma a una guardia giurata rappresenta uno dei passaggi centrali della ricostruzione, perché avrebbe trasformato rapidamente un intervento di controllo in una situazione di potenziale conflitto armato. Gli investigatori stanno verificando ogni dettaglio, inclusi tempi, spostamenti e modalità con cui la pistola sarebbe stata sottratta e poi utilizzata.
Parallelamente, proseguono gli accertamenti tecnici tipici di questi casi: rilievi sul luogo, verifica delle eventuali registrazioni disponibili e raccolta delle testimonianze. L’obiettivo è definire con precisione la sequenza degli eventi che ha portato agli spari e alle gravi lesioni riportate dall’uomo.
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