Da Dirk Nowitzki a Stephen Curry
Tra i grandi talenti che hanno beneficiato del suo lavoro ci sono anche due giocatori destinati a diventare MVP e superstar assolute: Dirk Nowitzki e Stephen Curry. Il rapporto con Nowitzki è particolarmente significativo. Nelson fu infatti il primo allenatore NBA del campione tedesco, contribuendo alla sua crescita e al suo inserimento nella lega americana.
Dopo la notizia della morte del tecnico, Nowitzki lo ha ricordato con parole molto personali su X:
«Non credo che la mia carriera avrebbe preso questa piega senza di te».
Una frase che racconta quanto fosse importante il rapporto tra i due e quanto l’influenza di Nelson abbia superato i semplici schemi di gioco.

Il ricordo di Steve Kerr
Anche il mondo dei Golden State Warriors ha voluto ricordare Nelson.
Steve Kerr, attuale allenatore della franchigia californiana, ha espresso il proprio cordoglio definendo Nelson un “vero innovatore”.
Un riconoscimento particolarmente significativo proprio perché arriva da un tecnico che ha portato all’estremo alcuni dei principi offensivi che Nelson aveva contribuito ad anticipare decenni prima.
La sua eredità, infatti, non è rimasta confinata alle squadre allenate direttamente. Alcune delle idee che aveva sperimentato quando il basket moderno era ancora lontano dal prendere forma sono diventate parte integrante della pallacanestro contemporanea.
Una figura entrata nella storia del basket
Con la morte di Don Nelson scompare dunque una delle figure che hanno attraversato più epoche della NBA.
Cinque titoli conquistati da giocatore, 1.335 vittorie da allenatore, tre premi di Coach of the Year, 18 partecipazioni ai playoff, un Mondiale vinto con gli Stati Uniti e l’ingresso nella Hall of Fame.
Numeri che raccontano soltanto una parte della sua storia. Perché il segno lasciato da Nelson si ritrova anche nei giocatori che ha formato e nelle idee che ha portato sul parquet, alcune delle quali sarebbero diventate fondamentali per il modo in cui il basket viene giocato oggi.