Perché l’altopiano tibetano è una zona sismica
Il Qinghai si trova a centinaia di chilometri a nord della grande zona di contatto tra la placca indiana e la placca eurasiatica. È qui che agisce uno dei principali motori della sismicità asiatica: la placca indiana continua a spingere verso nord contro il continente eurasiatico.
Gli studi geofisici stimano che questo avanzamento avvenga a una velocità di circa 46 millimetri all’anno. Si tratta di un movimento lento su scala umana, ma enorme dal punto di vista geologico: nel corso di milioni di anni ha modificato profondamente il paesaggio e continua a deformare la crosta terrestre.
La collisione fra le due grandi placche è alla base della formazione dell’Himalaya e del progressivo sollevamento del Tibet. In molti punti l’altopiano supera i 5.000 metri di quota, una condizione che rende questa regione una delle più imponenti strutture montuose del pianeta.
L’energia non viene assorbita in modo uniforme. La pressione esercitata dalla placca indiana provoca fratture, piegamenti e spostamenti di ampie porzioni di crosta. Una parte di queste masse rocciose tende a muoversi verso est, in un processo definito dagli esperti fuga tettonica.
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