Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Sta tremando tutto”. Forte scossa di terremoto all’improvviso

Il ruolo delle faglie nel terremoto in Cina

Le tensioni accumulate nel sottosuolo vengono periodicamente liberate lungo sistemi di faglie molto estesi. Tra i più noti figura la faglia del Kunlun, struttura che attraversa una parte rilevante dell’altopiano e che rappresenta uno dei riferimenti principali per la ricostruzione della sismicità del Qinghai.

Un terremoto si verifica quando le rocce, sottoposte per anni o secoli a spinte contrapposte, superano il loro limite di resistenza e si spostano bruscamente lungo una frattura. L’energia elastica accumulata viene così rilasciata sotto forma di onde sismiche, avvertite in superficie come vibrazioni del terreno.

La profondità dell’ipocentro incide sulla percezione della scossa. Nel caso del sisma registrato nel Qinghai, i 5 chilometri indicati dai dati preliminari spiegano perché il movimento possa essere risultato più evidente nelle aree vicine, pur restando necessario attendere eventuali aggiornamenti delle autorità e degli istituti di monitoraggio.

La magnitudo Mwp, utilizzata per stimare l’energia dell’evento attraverso l’analisi delle onde sismiche, consente agli osservatori di confrontare terremoti avvenuti in zone diverse. Le valutazioni possono essere aggiornate nelle ore successive alla prima rilevazione, sulla base di ulteriori dati raccolti dalle reti sismiche.

I precedenti storici nella provincia del Qinghai

La storia della regione conferma una sismicità intensa e ricorrente. Nel 1738, un forte terremoto avvenuto in un’area non lontana dall’attuale epicentro causò oltre 300 vittime, lasciando una traccia rilevante nella memoria storica locale.

Tra gli episodi più importanti dell’epoca contemporanea c’è il sisma del 14 novembre 2001. In quella circostanza la faglia del Kunlun produsse un terremoto di magnitudo 8.1, considerato il più potente registrato in Cina negli ultimi cinquant’anni.

L’evento del 2001 provocò una rottura visibile in superficie per oltre 400 chilometri. La dimensione della frattura fornì una chiara indicazione della forza sprigionata dal movimento della faglia e della complessità dei fenomeni tettonici che interessano l’altopiano tibetano.

Un altro episodio grave risale all’aprile 2010, quando un terremoto di magnitudo 6.9 colpì la contea di Yushu. Il sisma provocò danni molto estesi e numerose vittime, richiamando l’attenzione sulla vulnerabilità delle comunità che vivono nelle aree montane del Qinghai.

Dal sisma del 2021 alla nuova scossa di magnitudo 5.6

La regione è tornata a tremare anche nel maggio 2021, con un terremoto di magnitudo 7.3 collegato al sistema di faglie Kunlun-Maduo Gande. Anche quel caso ha confermato la necessità di un monitoraggio costante in un’area dove la deformazione della crosta resta particolarmente attiva.

La scossa di terremoto registrata ora nel Qinghai si inserisce quindi in un quadro geologico conosciuto e seguito dagli osservatori internazionali. La presenza di reti strumentali permette di rilevare rapidamente posizione, profondità e magnitudo, dati essenziali per avviare le verifiche sul territorio.

Al momento non emergono ulteriori elementi sulle conseguenze del sisma. La situazione resta legata agli aggiornamenti ufficiali e agli accertamenti nelle zone più vicine all’epicentro, mentre l’attenzione rimane alta in una delle aree più sismicamente attive dell’intero continente asiatico.

Pagine: 1 2 3
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure