Il delitto di Garlasco resta uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni. A quasi vent’anni dalla morte di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta della sua famiglia, la vicenda continua a essere al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria. Una storia segnata da indagini, processi, perizie e colpi di scena che, ancora oggi, alimentano interrogativi sulla ricostruzione di quanto accadde quella mattina.
La condanna definitiva di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della giovane, non ha infatti impedito che il caso Garlascotornasse periodicamente sotto i riflettori. Le nuove indagini e gli approfondimenti investigativi hanno riaperto il confronto su testimonianze, reperti, intercettazioni e dettagli già analizzati in passato, mentre ogni nuovo elemento viene esaminato per capire se possa realmente modificare il quadro conosciuto oppure offrire una diversa chiave di lettura del delitto.

Il delitto di Garlasco continua a essere attraversato da interrogativi che, a distanza di anni, riportano l’attenzione sulle ore cruciali del 13 agosto 2007, quando Chiara Poggi venne trovata senza vita nella villetta di famiglia. Nel nuovo capitolo dell’inchiesta tornano sotto la lente le dichiarazioni rese nel tempo da Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio, e la lettura che di alcuni passaggi ha dato Andrea Sempio.
Proprio Sempio, intervenuto nel corso di Quarto Grado, ha ribadito senza esitazioni quale sia la sua convinzione personale sull’autore del delitto. “Credo sia stato Alberto Stasi. Credo che la condanna fosse fondata”. Una posizione netta, alla quale Sempio affianca una serie di osservazioni su alcuni particolari della ricostruzione fornita dall’allora fidanzato di Chiara.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva
