
Nel giorno in cui rientrano in Italia i feretri dei ragazzi italiani morti nella tragedia di Crans-Montana, dall’ospedale Niguarda di Milano arriva un aggiornamento dettagliato sullo stato di salute dei feriti trasferiti in Lombardia. Al momento sono 11 i pazienti ricoverati nella struttura milanese, che ha potenziato l’attività del proprio Reparto Grandi Ustionati per far fronte all’emergenza. La maggior parte dei ricoverati appartiene alla fascia adolescenziale: quasi tutti hanno tra i 15 e i 16 anni, con l’eccezione di due donne adulte, rispettivamente di 29 e 55 anni. Il gruppo rappresenta una componente significativa dei superstiti italiani coinvolti nell’evento drammatico avvenuto in Svizzera.
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Strage di Crans-Montana, 11 feriti al Niguarda
L’estensione delle ustioni riportate dai pazienti è particolarmente severa. Le lesioni, di secondo e terzo grado, interessano aree corporee comprese tra il 10% e il 50% del corpo, con coinvolgimento degli arti superiori e inferiori, del dorso e, in diversi casi, del volto. Accanto alle ustioni cutanee, i medici segnalano la presenza di danni polmonari significativi dovuti all’inalazione di fumi e gas caldi.
Proprio le compromissioni respiratorie obbligano l’équipe a ricorrere, per più pazienti, a una ventilazione meccanica e a un supporto intensivo continuo. L’ospedale precisa che il quadro clinico complessivo è complesso e che l’assistenza richiede un monitoraggio ininterrotto e protocolli avanzati di terapia intensiva.

Strage di Crans-Montana: 6 pazienti in Terapia Intensiva, 3 in condizioni critiche
Secondo il bollettino diffuso dal Niguarda, 6 pazienti si trovano attualmente ricoverati in Terapia Intensiva. Le loro condizioni sono considerate particolarmente serie e richiedono un’assistenza ad alta intensità, con controlli frequenti dei parametri vitali e interventi medici tempestivi in caso di peggioramento.
Per questi degenti, l’ospedale evidenzia la necessità di un costante controllo delle infezioni, un attento supporto agli organi vitali e una gestione precisa dell’equilibrio metabolico. Si tratta di aspetti cruciali nella cura dei pazienti grandi ustionati, in cui il rischio di complicanze sistemiche è elevato. Tra i pazienti seguiti in Terapia Intensiva, 3 versano in condizioni critiche. Il loro stato richiede una sorveglianza continua, con la presenza coordinata di rianimatori, chirurghi plastici, pneumologi e altri specialisti. L’evoluzione clinica dei prossimi giorni viene definita determinante per valutare l’efficacia delle terapie in corso.
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