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Strage ​Crans-Montana, la trappola era nel soffitto: perché è successo

I fumi tossici, il nemico invisibile

Oltre al calore estremo, il fattore decisivo sarebbe stato il fumo. La combustione del poliuretano rilascia monossido di carbonio e acido cianidrico, un gas estremamente tossico che può provocare perdita di coscienza dopo appena due o tre respiri. In un ambiente seminterrato, con ventilazione limitata, la concentrazione di questi fumi avrebbe reso le uscite inutilizzabili nel giro di pochi istanti. I corridoi si sarebbero trasformati in trappole letali, impedendo qualunque tentativo di salvataggio autonomo.

Le norme svizzere e le responsabilità da chiarire

Le norme di sicurezza svizzere sono molto rigide per i locali pubblici interrati. I materiali di rivestimento devono essere classificati come incombustibili o a contributo minimo all’incendio. L’inchiesta dovrà ora stabilire se i pannelli acustici installati nel locale fossero conformi a questi standard o se si trattasse di semplici schiume non certificate, prive di protezione ignifuga. Una differenza tecnica che, secondo gli investigatori, potrebbe aver segnato il confine tra una festa riuscita e una tragedia. I prossimi accertamenti serviranno a chiarire responsabilità e scelte che, quella notte, hanno avuto conseguenze irreversibili.

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