
Un’intera famiglia è stata trovata senza vita all’interno della propria abitazione e, nelle ore successive, l’indagine ha iniziato a concentrarsi su una serie di rapporti personali ed economici che potrebbero avere un ruolo nella tragedia. La strage è avvenuta in Messico, in un complesso residenziale dove quella sera alcuni residenti avevano sentito rumori sospetti provenire da uno degli appartamenti. Quando gli agenti sono arrivati sul posto, poco prima della mezzanotte tra il primo e il 2 settembre, si sono trovati davanti a una scena drammatica: quattro persone erano state uccise. Tra loro c’era Jonathan Meléndez, 38 anni, noto nell’ambiente musicale con il nome di “Honas” e membro fondatore dei Camilo Séptimo.

Uccisi anche la moglie incinta e la figlia di tre anni
Insieme al musicista sono morte anche la moglie Ana Paola, incinta di circa quattro mesi, e la loro bambina di appena tre anni. La quarta vittima è una giovane collaboratrice domestica di 21 anni che si trovava nell’abitazione. Anche il cane della famiglia è stato trovato morto.
A rendere ancora più drammatica la scoperta è stata la presenza di un altro figlio della coppia: il bambino, sei anni, era ancora vivo. Il piccolo sarebbe riuscito a mettersi al riparo durante l’aggressione e, quando le forze dell’ordine sono entrate nell’appartamento, non presentava ferite evidenti. La strage è avvenuta nel complesso Grand Viure, nella zona di Bosques de Amantes, ad Atizapán de Zaragoza.
Due arresti e un socio finito al centro delle indagini
La Procura dello Stato del Messico ha avviato immediatamente un’indagine per omicidio e nel giro di poche ore sono stati fermati due uomini. Il nome finito maggiormente sotto la lente degli investigatori è quello di Diego Sebastián “N”, una persona che conosceva bene Jonathan Meléndez. I due, infatti, avrebbero condiviso alcuni affari nel settore immobiliare. Proprio questo rapporto potrebbe aver consentito al sospettato di accedere al complesso residenziale senza attirare particolari attenzioni. Il secondo uomo arrestato è Gerardo “N”, ma il suo eventuale coinvolgimento nella strage deve ancora essere chiarito.
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