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Sub morti alle Maldive, dalle autopsie emerge un dettaglio inquietante

Esami istologici e tossicologici: la fase cruciale dell’accertamento

La ricostruzione delle cause passa ora dagli esami istologici e tossicologici. Gli accertamenti di laboratorio dovranno chiarire eventuali anomalie non riscontrabili nell’immediatezza e verificare possibili fattori legati alle condizioni fisiche dei sub, all’aria respirata o ad altri elementi esterni. I consulenti nominati dalla Procura avranno 90 giorni per depositare la relazione completa.

Nel frattempo la Procura di Busto Arsizio, su delega di quella di Roma, prosegue l’attività investigativa con l’ipotesi di omicidio colposo, passaggio procedurale necessario per consentire tutti gli approfondimenti tecnici.

Attrezzature sequestrate: sotto esame computer, bombole e GoPro

In parallelo agli esami autoptici, gli inquirenti stanno lavorando sulle attrezzature usate durante l’immersione. Tra i materiali sequestrati figurano computer subacquei, bombole, telecamere GoPro e altra strumentazione tecnica recuperata nella grotta. L’obiettivo è ricostruire con precisione il profilo dell’immersione: profondità raggiunte, tempi di permanenza sott’acqua, possibili irregolarità e la dinamica dei movimenti del gruppo durante la discesa.

Tra gli scenari considerati nelle prime ricostruzioni viene indicata anche la possibilità di una perdita di orientamento legata alla scarsa visibilità all’interno della cavità.
Secondo quanto ricostruito finora, il sedimento sollevato sul fondale avrebbe compromesso in modo drastico la visibilità, fino quasi ad annullarla, a circa 60 metri di profondità, rendendo l’ambiente particolarmente rischioso anche per sub esperti.

Le prossime autopsie e l’attesa del nulla osta per i funerali

Gli esami autoptici proseguiranno anche sugli altri tre corpi: quello della professoressa Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal e di Muriel Oddenino.

Le famiglie sono in attesa del nulla osta della Procura per poter organizzare i funerali, che potrebbero tenersi nei prossimi giorni.

Il contesto della spedizione e la posizione dell’Università di Genova

L’indagine guarda anche al quadro complessivo della spedizione scientifica collegata all’Università di Genova. L’ateneo ha precisato che l’immersione nelle grotte non rientrava tra le attività ufficialmente previste dalla missione di ricerca affidata alla professoressa Montefalcone.

In attesa dei risultati scientifici e dei dati ricavati dagli strumenti sequestrati, restano aperte le domande sulle cause della tragedia avvenuta alle Maldive.

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