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Sub morti alle Maldive, la verità dalle autopsie: cosa sappiamo

Le parole del marito di Monica Montefalcone

Tra i familiari delle vittime c’è anche Carlo Sommacal, marito della docente Monica Montefalcone e padre di Giorgia, che nella tragedia ha perso moglie e figlia. L’uomo, rimasto a Genova con il figlio minore in attesa della conclusione delle perizie, ha ribadito più volte il livello di preparazione della moglie, stanco delle polemiche nate sui social e nei media riguardo all’esperienza del gruppo.

Leggete il curriculum di Monica”, ha dichiarato ai giornalisti, ricordando che la docente possedeva brevetti speleosub e specializzazioni avanzate. Le sue parole arrivano mentre continua il dibattito sul fatto che immersioni di questo tipo richiedano competenze estremamente specifiche e margini di errore praticamente nulli.

GoPro, mail e documenti: la pista investigativa più importante

Le autopsie non saranno l’unico elemento decisivo dell’inchiesta. Gli investigatori ritengono fondamentali anche le analisi delle GoPro e della strumentazione subacquea utilizzata dalle vittime. Le videocamere potrebbero infatti aver registrato gli ultimi minuti dell’immersione e spiegare cosa sia accaduto dentro la grotta prima della tragedia. Parallelamente, la squadra mobile di Genova sta analizzando le mail scambiate tra Monica Montefalcone e il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova.

Gli inquirenti vogliono capire quali attività fossero state autorizzate ufficialmente dall’ateneo e se l’immersione rientrasse o meno nella missione scientifica. Secondo una delle ipotesi investigative, se dovessero emergere autorizzazioni legate alle attività subacquee, la morte della docente e della ricercatrice Muriel Oddenino potrebbe perfino essere valutata come un possibile infortunio sul lavoro. L’Università di Genova, però, fin dall’inizio ha sostenuto che le immersioni non facessero parte delle attività previste dalla missione scientifica.

Gli interrogatori sulla nave e i dubbi ancora aperti

In queste ore gli investigatori stanno ascoltando le circa venti persone presenti a bordo della Duke of York, l’imbarcazione da cui il gruppo si era immerso. Tra le persone già sentite compare anche Stefano Vanin, docente dell’Università di Genova ed entomologo forense, presente sulla stessa nave durante la spedizione.

Secondo quanto riferito, Montefalcone e Vanin avrebbero chiesto all’università il riconoscimento della missione, ma senza autorizzazioni specifiche per immersioni profonde. Le testimonianze raccolte serviranno a ricostruire gli ultimi momenti prima della discesa in acqua, le condizioni del mare, la pianificazione dell’immersione e l’eventuale presenza di segnali di rischio ignorati prima della tragedia.

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