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“Dovrebbe dimettersi”. Tajani, pesante attacco! A dirlo è proprio lei, trema la politica italiana

Il legame personale con Marina Berlusconi

Nell’intervista, Francesca Pascale si sofferma in particolare sul rapporto costruito nel tempo con Marina Berlusconi. La conoscenza tra le due nasce quando Pascale entra stabilmente nella vita di Silvio Berlusconi e si consolida negli anni successivi, anche oltre la fine della relazione sentimentale con il Cavaliere. Pascale descrive un rapporto fondato sul rispetto reciproco e su un dialogo costante, pur nella distanza geografica e nella diversità di impegni quotidiani.

Marina viene rappresentata come una figura in grado di ascoltare, di confrontarsi e di esprimere valutazioni ponderate sulle questioni che riguardano sia la sfera privata, sia quella pubblica. Per Pascale, la primogenita di Silvio Berlusconi diventa una sorta di punto fermo, un riferimento stabile all’interno di una realtà familiare complessa e spesso esposta all’attenzione mediatica. Il fatto che il dialogo tra loro sia rimasto aperto anche dopo la fine del legame sentimentale con il Cavaliere è indicato come la prova di un rapporto che va oltre le contingenze personali. Questa dimensione privata si intreccia con il discorso politico: nel momento in cui Pascale auspica un ritorno dei figli di Berlusconi alla guida di Forza Italia, la sua esperienza personale con Marina contribuisce a sostenere la tesi della possibilità di una leadership salda e coerente. Il quadro che ne emerge è quello di una famiglia che, pur attraversando fasi e posizioni diverse al proprio interno, continuerebbe a rappresentare un punto di aggregazione per l’universo politico e imprenditoriale che ruotava attorno al Cavaliere.

L’impegno politico di Francesca Pascale e la dimensione dei diritti civili

Un altro aspetto rilevante dell’intervista riguarda l’attività politica che Francesca Pascale dichiara di avere portato avanti anche dopo l’uscita di scena dalla vita pubblica accanto a Silvio Berlusconi. Pascale racconta di non essersi mai allontanata del tutto dall’impegno civile, in particolare per quanto riguarda i temi dei diritti civili e della tutela delle minoranze. La sua partecipazione a manifestazioni come i Pride e a iniziative a favore della comunità LGBTQ+ viene presentata come la prosecuzione di una sensibilità maturata nel corso degli anni. In questo quadro, Pascale menziona il proprio interesse a contribuire in maniera diretta alla vita interna di Forza Italia, parlando della volontà di candidarsi alla segreteria toscana del partito. L’idea di una candidatura territoriale viene collegata alla necessità di riportare in primo piano una visione liberale, attenta ai diritti individuali e alle libertà personali, che secondo lei dovrebbe tornare a essere uno degli elementi caratterizzanti della formazione fondata da Berlusconi. Pascale sottolinea come la politica, per lei, non si esaurisca nelle cariche istituzionali, ma sia legata alla coerenza tra ciò che si pensa e ciò che si sostiene nello spazio pubblico.

Questa impostazione la porta spesso, a suo dire, in contrasto con l’attuale linea del partito, soprattutto sui temi etici e sociali. Il riferimento è a un orientamento che, in alcune fasi, si sarebbe avvicinato alle posizioni più conservatrici del centrodestra, allontanandosi dal profilo liberale originario. Pascale rivendica quindi un modo di fare politica che attraversa la quotidianità, dalle dichiarazioni pubbliche alla partecipazione a iniziative sociali, e che si traduce anche nella critica aperta alle scelte dei vertici di Forza Italia.

Il lutto per la morte di Silvio Berlusconi e il richiamo ai ricordi familiari

Una parte significativa del colloquio è dedicata al ricordo della morte di Silvio Berlusconi. Francesca Pascale racconta di aver appreso la notizia tramite una professionista del mondo televisivo e di aver avuto conferma dal professor Alberto Zangrillo, medico di fiducia del Cavaliere. Il racconto mette in evidenza la profondità del dolore provato, che Pascale paragona alla sofferenza vissuta per la perdita della madre, avvenuta nel 2007. Il parallelismo tra i due eventi sottolinea il legame emotivo molto forte che la univa all’ex Presidente del Consiglio. Proprio il ricordo della madre costituisce un elemento centrale della sua testimonianza: Pascale rievoca una notte segnata dal lutto familiare in cui fu Berlusconi, secondo la sua ricostruzione, a offrirle sostegno e conforto. L’immagine che ne deriva è quella di un rapporto costruito non soltanto su dinamiche pubbliche, ma anche su momenti di fragilità condivisa e di vicinanza personale. Questo contribuisce a restituire una dimensione privata di Berlusconi spesso meno visibile nel dibattito mediatico.

Pascale afferma inoltre che, nonostante la fine ufficiale della relazione, tra lei e Silvio Berlusconi non si sarebbe mai verificata una vera rottura dal punto di vista affettivo. Secondo il suo racconto, il Cavaliere avrebbe scelto di allontanarsi formalmente per non “imprigionarla” nella sua vecchiaia, lasciandole la possibilità di costruire una nuova vita. Questa interpretazione del distacco restituisce un’immagine del leader politico come persona attenta alla libertà e alla felicità dell’ex compagna, almeno nella versione riportata da Pascale.

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