“Bisogna prepararsi a tutti gli scenari”
Pur sottolineando che nessuno può prevedere con precisione il comportamento del sistema vulcanico, il vulcanologo ritiene fondamentale preparare il territorio a qualsiasi eventualità.
Secondo De Natale, la probabilità di un’eruzione nel breve periodo resta bassa, ma non può essere considerata trascurabile. Proprio per questo ritiene necessario pianificare ogni possibile scenario, senza limitarsi a confidare che nulla di grave possa accadere.

Le preoccupazioni per sicurezza e viabilità
Tra gli aspetti evidenziati dall’esperto c’è anche la gestione delle aree maggiormente esposte al rischio. De Natale osserva che nei territori interessati dal bradisismo continuano a svolgersi eventi che richiamano migliaia di persone, mentre alcune infrastrutture ferroviarie e linee metropolitane risultano già condizionate dagli effetti del fenomeno.
Secondo il vulcanologo, è necessario interrogarsi sulle conseguenze che potrebbe avere un terremoto ancora più intenso durante manifestazioni con un’elevata presenza di pubblico, soprattutto considerando le difficoltà della viabilità e delle eventuali vie di evacuazione.
Un altro tema sollevato riguarda la sicurezza degli edifici. De Natale sottolinea come molti cittadini non abbiano la certezza che le proprie abitazioni possano resistere a terremoti più forti. Allo stesso modo, ricorda che in diverse scuole gli studenti vengono fatti uscire dopo ogni scossa, segnale che alimenta dubbi sulla capacità di alcuni edifici di affrontare eventi sismici più intensi.
L’esperto richiama quindi l’attenzione sull’importanza delle verifiche strutturali e della prevenzione.
“Stiamo giocando a dadi”
Nella parte finale del suo intervento, il professor De Natale utilizza un’immagine molto forte per descrivere la situazione attuale.
Secondo il vulcanologo, oggi nessuno è in grado di prevedere con certezza quando potranno verificarsi nuovi terremoti o se il fenomeno evolverà verso un’eruzione. Affidarsi esclusivamente alla speranza che non accada nulla di grave, spiega, equivale a “giocare a dadi”.
Per questo motivo ribadisce che il territorio dovrebbe essere preparato in anticipo ad affrontare ogni possibile evoluzione del fenomeno, così da ridurre i rischi per la popolazione qualunque sia lo scenario futuro.