Intervento della Protezione Civile e controlli sul territorio
In seguito alla scossa nello Ionio, la protezione civile si è immediatamente attivata per le prime verifiche, in coordinamento con le autorità locali e con le strutture sanitarie presenti nelle aree prossime alla zona interessata. Sulla base delle informazioni iniziali e delle segnalazioni ricevute, sono stati disposti accertamenti mirati per escludere danni a infrastrutture, edifici pubblici e presidi ospedalieri, con particolare attenzione ai comuni più vicini alla regione in cui è stato localizzato l’epicentro in mare. È intervenuta la protezione civile: “Nonostante la scossa sia stata in mare, e questo sicuramente ha aiutato, ha detto Costarella, ho disposto le verifiche nelle aree più vicine e non ci sono segnalazioni di danni. Ho sentito anche la commissaria dell’Asp di Reggio Calabria e anche per l’ospedale di Melito Porto Salvo non ci sono segnalazioni”.
Dalle prime ricognizioni non emergono dunque danni a persone o cose, né problemi rilevanti alla viabilità o ai servizi essenziali. Anche le strutture sanitarie, come confermato dai contatti con l’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, risultano operative e non sono state segnalate criticità legate alla scossa. Le autorità territoriali continuano comunque a monitorare la situazione, mantenendo un contatto costante con i centri di controllo sismico e con le amministrazioni comunali interessate. Parallelamente, sui canali ufficiali della protezione civile e degli enti locali vengono rilanciate le indicazioni su come comportarsi in caso di terremoto, con l’obiettivo di ricordare alla popolazione le principali norme di autoprotezione. Anche in assenza di danni evidenti, ogni evento sismico di questa entità rappresenta un’occasione per ribadire l’importanza della prevenzione, dell’informazione corretta e della conoscenza delle procedure da seguire in caso di ulteriori scosse.


Un’area ad alta sismicità tra memoria storica e prevenzione
Il terremoto nello Ionio si inserisce nel quadro di una regione che presenta una sismicità storicamente elevata. L’area dello Stretto di Messina e delle coste ioniche calabresi e siciliane è nota per eventi di forte intensità registrati nei secoli passati, che hanno contribuito a definire l’attuale approccio alla gestione del rischio. La presenza di una fitta rete di sensori, l’aggiornamento delle normative edilizie e le campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini sono parte di una strategia di lungo periodo orientata alla riduzione della vulnerabilità. Dal punto di vista tecnico, gli studiosi evidenziano che la subduzione della placca africana sotto quella euroasiatica genera una complessa distribuzione delle tensioni nella litosfera, con la possibilità di scosse di varia profondità e intensità. Gli eventi a profondità intermedia, come quello registrato a circa 65 chilometri, tendono a essere percepiti su un’area estesa ma, in molti casi, producono effetti limitati in superficie rispetto ai terremoti molto superficiali. Questo non riduce tuttavia la necessità di mantenere elevata l’attenzione e di proseguire nelle attività di mitigazione del rischio.
Le istituzioni competenti ricordano inoltre che la preparazione della popolazione rappresenta un elemento fondamentale nella gestione delle emergenze sismiche. Conoscere i comportamenti corretti da adottare durante e dopo una scossa, verificare la sicurezza degli ambienti domestici e di lavoro, prestare attenzione alle comunicazioni ufficiali e non affidarsi a voci prive di fondamento sono aspetti centrali di una efficace cultura della prevenzione. In un’area in cui “la terra si muove” con una certa periodicità, l’informazione accurata assume un ruolo determinante. Al momento, le verifiche sul territorio proseguono con modalità ordinarie, mentre i dati raccolti verranno ulteriormente analizzati dagli esperti per inquadrare l’evento all’interno della sequenza sismica dell’arco ionico. La scossa di magnitudo 5.1, pur non avendo provocato conseguenze evidenti, rappresenta un nuovo segnale della dinamicità geologica del settore meridionale del Paese e conferma la necessità di non abbassare la guardia nel lungo periodo, sia sul fronte della pianificazione che su quello dell’informazione ai cittadini.