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Terremoto in Italia, la scossa poco fa: magnitudo e controlli in corso

Veduta del Vesuvio con area del complesso vulcanico interessata da una lieve scossa di terremoto

Le prime luci dell’alba di martedì 20 gennaio sono state accompagnate da un lieve movimento della terra nell’area del Vesuvio, uno dei vulcani più monitorati al mondo. La rete di sorveglianza sismica ha registrato un evento localizzato nel cuore del complesso vulcanico campano, attirando subito l’attenzione degli enti preposti al controllo del territorio. Secondo i dati ufficiali diffusi dagli esperti, una scossa di terremoto è stata registrata sul Vesuvio, questa mattina, martedì 20 gennaio, alle ore 6.51, in una fascia oraria in cui molti residenti stavano iniziando le consuete attività quotidiane.

Il movimento tellurico è stato rilevato in modo chiaro dalla fitta rete di strumenti installati nell’area vesuviana. Gli apparecchi di misura hanno consentito una rapida individuazione del fenomeno e una prima definizione delle sue caratteristiche principali. Come confermato dai report tecnici, l’evento è stato immediatamente captato dai sismografi dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, struttura di riferimento per il controllo continuo dell’attività del vulcano.

Nonostante la scossa sia stata percepita da una parte della popolazione che vive nei comuni alle falde del vulcano, la magnitudo contenuta non ha determinato situazioni di emergenza. Le informazioni raccolte in tempo reale hanno permesso di chiarire in pochi minuti l’entità del fenomeno, contribuendo a mantenere un quadro sotto controllo. Le autorità sottolineano che ogni episodio di questo tipo viene valutato con estrema attenzione, anche in considerazione dell’elevata densità abitativa che caratterizza l’area metropolitana di Napoli.

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Epicentro localizzato nell’area sommitale del vulcano

I tecnici dell’Ingv hanno avviato fin dalle prime battute le consuete procedure di verifica. I dati acquisiti dai sensori sono stati elaborati per definire la profondità ipocentrale, la posizione esatta dell’epicentro e le possibili correlazioni con l’attività vulcanica. Le analisi preliminari indicano che il sisma ha avuto una magnitudo stimata di 1.6 e una profondità di circa 3 chilometri.

Le operazioni di localizzazione hanno permesso di circoscrivere con maggiore precisione il punto di origine del movimento sismico. In base alle stime disponibili, l’epicentro è stato localizzato provvisoriamente nei pressi del Gran Cono, ad una profondità di circa 2,7 chilometri. Si tratta di una zona in cui si concentrano frequentemente eventi riconducibili a piccoli assestamenti interni o alla circolazione di fluidi nel sottosuolo.

Secondo gli esperti, questa collocazione è coerente con la natura vulcanica del fenomeno e non evidenzia, allo stato attuale, segnali anomali rispetto al comportamento recente del Vesuvio. Eventi di micro-sismicità di questa entità vengono registrati con una certa regolarità e rientrano nei parametri della cosiddetta attività di fondo.

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