Venezia, Zanetti e Nicola tra le alternative a Stroppa
Nel caso in cui la società decidesse di procedere con l’esonero, tra i nomi valutati per la successione ci sarebbero Paolo Zanetti e Davide Nicola. Due profili diversi, accomunati dalla possibilità di raccogliere una squadra in difficoltà e dalla necessità di intervenire rapidamente per tentare la rimonta salvezza.
Zanetti conosce già molto bene l’ambiente veneziano. L’allenatore vicentino ha guidato i lagunari dal 2020 al 2022, conquistando la promozione in Serie A nel 2021. Un legame con la piazza che potrebbe rappresentare un elemento favorevole nell’eventualità di un ritorno. La sua precedente esperienza nella massima categoria, tuttavia, si era conclusa con l’esonero, arrivato quando la squadra occupava le ultime posizioni della classifica.
L’altra alternativa è Davide Nicola, allenatore che nel corso della carriera si è costruito una reputazione legata alle battaglie per la permanenza in Serie A. Le esperienze con Crotone e Salernitana hanno contribuito a consolidare l’immagine di un tecnico capace di affrontare situazioni particolarmente complicate e di lavorare sulla reazione di gruppi chiamati a lottare fino all’ultima giornata.
Anche il suo percorso più recente, alla guida della Cremonese, si è però concluso con un esonero. Un elemento che ricorda quanto sia difficile trovare garanzie assolute quando si tratta di intervenire su una squadra in crisi. Per il Venezia, l’eventuale scelta del nuovo allenatore dovrebbe rispondere a un’esigenza immediata: recuperare fiducia, ritrovare equilibrio e cominciare a conquistare punti.


Venezia, le parole di Stroppa e la decisione della società
Mentre il futuro resta in bilico, Giovanni Stroppa continua a difendere il proprio lavoro, assumendosi le responsabilità per i risultati ottenuti e sostenendo di vedere ancora una squadra viva. Una posizione che lascia aperto il confronto tra le difficoltà evidenti della classifica e la convinzione dell’allenatore di poter ancora invertire la rotta.
Dopo la partita contro l’Atalanta, interrogato sulla fiducia della società, il tecnico ha risposto con una frase che rimette la questione nelle mani della dirigenza: “Fiducia? Non dovete chiederlo a me”.
Parole che fotografano bene il momento del Venezia. Stroppa sa che il giudizio sul suo futuro non dipende soltanto dalle sensazioni trasmesse dalla squadra, ma soprattutto dai risultati e dalle valutazioni di chi è chiamato a prendere le decisioni. In una situazione simile, anche la percezione di un gruppo ancora disposto a seguire il proprio allenatore rischia di perdere peso se non viene accompagnata da segnali concreti sul campo.
La società lagunare deve quindi ponderare due strade. La prima consiste nel confermare la fiducia a Stroppa, nella speranza che il lavoro svolto possa finalmente tradursi in una reazione. La seconda prevede un cambio in panchina, con la possibilità di affidarsi a un tecnico nuovo o a una figura che conosca già le dinamiche del campionato e le difficoltà di una lotta salvezza.
Con zero punti dopo sei giornate, il margine per rimandare le decisioni si restringe. La stagione è ancora lunga, ma ogni partita senza risultati rischia di rendere più ardua la risalita. Per il Venezia, la priorità è trovare una risposta immediata a una crisi che ha già trasformato l’inizio del campionato in una corsa contro il tempo. E per Stroppa, la prossima mossa della dirigenza potrebbe segnare il passaggio decisivo del suo percorso sulla panchina arancioneroverde.
