
Nel giorno in cui arrivano gli auguri di compleanno per Elly Schlein, il clima politico nel Partito democratico e, più in generale, nel campo del centrosinistra appare tutt’altro che sereno. La segretaria dem, indicata in modo quasi automatico come possibile candidata di area progressista alla presidenza del Consiglio, è al centro di un confronto interno sempre più esplicito. In particolare, una parte dell’area moderata e centrista del cosiddetto campo largo guarda con forte perplessità alla prospettiva che sia proprio lei la sfidante di Giorgia Meloni alle prossime elezioni politiche.

Le tensioni nel centrosinistra attorno alla figura di Elly Schlein
Secondo questi settori, l’ipotesi di una candidatura di Schlein a Palazzo Chigi sarebbe letta come una sorta di rinuncia preventiva alla vittoria, un segnale di debolezza più che di rilancio. Ne deriva un malcontento che, da semplice sussurro interno ai gruppi dirigenti, sembra assumere i contorni di un dibattito più strutturato sul futuro assetto della leadership dell’opposizione. L’idea di individuare un’altra figura di riferimento, eventualmente esterna all’attuale vertice del Pd, viene presa in considerazione con crescente attenzione.

Una leadership sotto pressione tra consenso e resistenze interne
In questo contesto, la posizione della segretaria si fa delicata: da un lato il sostegno di una parte della base e della sinistra interna, dall’altro il desiderio di molti esponenti riformisti e amministratori locali di un progetto più centrista, meno allineato con le forze alla sinistra del Pd. La discussione non riguarda soltanto i nomi, ma anche l’identità politica del centrosinistra, l’alleanza con il Movimento 5 Stelle e il profilo programmatico con cui presentarsi agli elettori.
È sullo sfondo di queste dinamiche che emergono indiscrezioni sempre più dettagliate su incontri riservati, contatti informali e riunioni lontane dai riflettori, in cui si discutono scenari alternativi a una corsa guidata da Schlein. Un retroscena pubblicato da L’Espresso entra nel merito di una di queste riunioni, descritta come un passaggio significativo per comprendere le mosse in atto nel fronte centrista.
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