Crisi nel Partito Laburista: possibile sfida interna alla leadership
Secondo quanto riportato, dopo le dimissioni Streeting potrebbe annunciare una sfida formale a Starmer per la guida del partito e, di conseguenza, per la carica di primo ministro. Un eventuale passaggio di questo tipo avrebbe un carattere inedito: sarebbe infatti la prima volta che un primo ministro laburista verrebbe contestato dall’interno mentre è ancora in carica.
Il colloquio a Downing Street e i passaggi per la candidatura
I segnali di una rottura erano emersi già nelle ore precedenti, quando Starmer ha incontrato Streeting a Downing Street poco prima del Discorso del Re. Il confronto, secondo le informazioni disponibili, sarebbe durato 16 minuti.
Per procedere con la candidatura, Streeting dovrebbe ottenere 81 firme di deputati laburisti. La sua collocazione nell’area blairiana del partito viene indicata come un elemento che potrebbe rendere più complesso il raggiungimento della soglia necessaria.
Nomi in campo e scenario interno: Burnham, Rayner e Miliband
Nel frattempo, l’attenzione si concentra anche su altri possibili protagonisti del confronto interno. Tra i nomi citati figura Andy Burnham, sindaco di Manchester, descritto come popolare ma privo di un seggio parlamentare, un aspetto rilevante sul piano istituzionale.
Viene inoltre segnalato un calo di consensi per Angela Rayner, in relazione a questioni fiscali collegate alla sua seconda casa. Nello scenario delineato, emerge anche Ed Miliband come possibile candidatura alternativa, indicata come opzione in grado di contenere un’eventuale avanzata di Streeting.
Da parte sua, Keir Starmer viene descritto come determinato a difendere la propria posizione fino al voto degli iscritti al Labour.