Le prime stime strumentali hanno permesso di inquadrare l’evento all’interno dei normali processi di subduzione che caratterizzano la regione, riducendo lo stato di allerta iniziale. L’agenzia sismologica filippina Phivolcs ha dichiarato che non si prevedono danni né repliche a seguito della scossa, verificatasi al largo della costa. Questa rassicurazione ha permesso di normalizzare le attività quotidiane della popolazione locale, evitando l’evacuazione preventiva dei distretti marittimi e confermando la solidità dei protocolli di emergenza dell’arcipelago.
La profondità del sisma e i dati tecnici dell’ipocentro
La precisione dei dati raccolti dalle stazioni di rilevamento europee ha consentito di isolare le coordinate esatte del movimento tellurico, offrendo un quadro chiaro della propagazione sotterranea dell’energia. Secondo il rapporto del GFZ, il sisma ha avuto una profondità di 10 km (6,21 miglia). Una distanza dalla superficie considerata ipocentralmente superficiale, ma che, grazie alla localizzazione oceanica, ha disperso gran parte della sua forza distruttiva nella massa d’acqua sovrastante senza sollecitare i centri urbani di Mindanao. Il coordinamento tra gli scienziati tedeschi e i tecnici della Phivolcs resterà comunque attivo nelle prossime ore per monitorare l’evoluzione della situazione strumentale.