Testimonianze e accertamenti: i punti ritenuti determinanti
Tra gli elementi considerati rilevanti dagli inquirenti figurano anche le dichiarazioni dell’autista del pullman dei Viking Milano, gruppo ultras di cui Basoccu fa parte, oltre alle testimonianze di diversi agenti presenti nelle fasi di gestione dell’ordine pubblico. Le deposizioni, insieme alla documentazione video, avrebbero consentito di collocare con maggiore precisione il momento del ferimento e il contesto in cui sarebbe stato esploso il lacrimogeno ritenuto responsabile dell’impatto.
La famiglia del tifoso ha sostenuto fin dall’inizio che la gravità delle lesioni fosse compatibile con l’urto di un lacrimogeno. La richiesta della misura cautelare avanzata dalla Procura viene letta come un passaggio che recepisce, sul piano dell’ipotesi accusatoria, quella compatibilità, inserendola in un quadro probatorio più ampio costruito dagli investigatori.

I prossimi passaggi: la decisione del giudice e l’evoluzione dell’inchiesta
Con la richiesta dei domiciliari, il procedimento entra in una fase delicata. Il giudice dovrà valutare la sussistenza dei presupposti per applicare la misura cautelare richiesta dal pubblico ministero, sulla base degli elementi raccolti e delle contestazioni relative alla presunta violazione delle procedure. L’esito della decisione è atteso nei prossimi giorni.
L’inchiesta, nel frattempo, prosegue per chiarire in modo completo le responsabilità connesse agli scontri e alle modalità di impiego dei dispositivi di ordine pubblico. L’attenzione resta concentrata sulla dinamica del ferimento di Marco Basoccu e sulla verifica di quanto accaduto nel momento in cui, secondo l’accusa, il lacrimogeno sarebbe stato sparato con una traiettoria ritenuta non conforme alle direttive operative.