
C’è un silenzio diverso, quasi irreale, quando all’improvviso manca una di quelle voci che hanno fatto da colonna sonora a un intero Paese. Una di quelle voci che non si limitavano a cantare, ma sembravano spalancare le finestre su un’Italia che cambiava, che cresceva, che sognava. Oggi quel silenzio pesa come un macigno: una delle figure più amate e dirompenti della nostra musica se n’è andata per sempre, lasciando dietro di sé un’eco che continua a vibrare nel ricordo di milioni di persone.
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Per chi è cresciuto con i 45 giri che giravano sui vecchi giradischi, con le serate davanti alla tv in bianco e nero e con i festival seguiti religiosamente in famiglia, la notizia è arrivata come uno schiaffo improvviso. Quel modo di cantare viscerale, potente, quasi urlato, che all’epoca sembrava uno scandalo e oggi appare romantico e rivoluzionario insieme, appartiene ormai alla storia. Una storia che inizia in una famiglia semplice, attraversa il dopoguerra, passa per i piccoli lavori di sopravvivenza e finisce per trasformarsi in una leggenda della canzone. (Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva…)