
Ci sono pomeriggi che scorrono uguali a mille altri, con l’asfalto che scivola sotto le ruote e la mente impegnata altrove: una telefonata da fare, una riunione da preparare, l’idea di arrivare in orario e chiudere la giornata. Poi, senza preavviso, qualcosa cambia. Un rallentamento che diventa coda, una fila di mezzi pesanti che si compatta come un’unica barriera. E in quell’istante la strada, da promessa di normalità, si trasforma in una trappola. È una scena che si consuma in pochi secondi, quasi senza rumore all’inizio: nessuna manovra brusca, nessun segnale evidente di panico. Solo una traiettoria che continua dritta, come se l’occhio non avesse ancora registrato l’emergenza. Poi l’urto, netto, violentissimo. E subito dopo il dettaglio che cambia tutto: il calore, il fumo, le fiamme che si alzano e chiudono ogni possibilità di intervento immediato.


È lungo uno dei tratti più battuti del Nord-Est che la tragedia prende forma. Siamo sulla A4, in direzione Trieste, nel primo pomeriggio: una Bmw X1 finisce contro il cassone di un tir fermo in coda. L’impatto è talmente potente da innescare un incendio che avvolge in fretta l’abitacolo, rendendo impossibile raggiungere il conducente. Solo più tardi si scoprirà chi era l’uomo al volante, definito da molti come “Conosciutissimo”. (Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva…)