Schianto in autostrada sulla A4: cosa è successo
L’incidente avviene intorno alle 15:40 su un tratto a tre corsie. Secondo la ricostruzione degli agenti della Polizia stradale, l’auto percorre la corsia centrale per alcune centinaia di metri senza mostrare segnali di rallentamento, finché la corsa si interrompe contro un autoarticolato bloccato in coda per rallentamenti già segnalati.
È il tipo di dinamica che lascia senza fiato chi assiste: la colonna è ferma, i mezzi pesanti immobili, eppure un veicolo arriva come se nulla fosse. Un attimo dopo, la strada è un teatro di lamiere e fuoco.
Il punto più drammatico arriva subito dopo il tamponamento. Dal motore si sprigiona un rogo rapido e aggressivo, che divora l’auto in pochi istanti. Chi si trova nei paraggi — altri automobilisti e lo stesso conducente del tir — vede formarsi un vero muro di fuoco, troppo pericoloso da avvicinare.
La richiesta d’aiuto parte immediatamente. Sul posto arrivano i sanitari del 118 anche con l’elicottero, insieme ai Vigili del Fuoco e al personale di supporto autostradale. I pompieri lavorano a lungo per spegnere l’incendio e mettere in sicurezza l’area, ma per il conducente non c’è più nulla da fare.
Identificazione difficile della vittima: chi era il conducente
Quando le fiamme si abbassano, resta il lavoro più duro: capire chi ci fosse dentro quell’auto. Le condizioni del corpo rendono le operazioni di riconoscimento particolarmente delicate e complesse. In un primo momento emerge che il veicolo risulta intestato a una donna, ma gli accertamenti sul posto chiariscono che alla guida c’era un uomo.
Servono verifiche incrociate, controlli nei database e contatti con la proprietaria del mezzo per arrivare a un’identità certa. Solo in serata si riesce a dare un nome alla vittima: Massimo Tabaro, imprenditore di Portogruaro, aveva 57 anni.
Traffico in tilt e chiusura del tratto: code e disagi
L’impatto non provoca solo dolore, ma anche conseguenze pesantissime sulla viabilità. Le autorità dispongono la chiusura del tratto tra San Donà e Cessalto in direzione Trieste, e in breve si formano code chilometriche.
Molti automobilisti vengono dirottati sulla rete ordinaria, con ripercussioni sui centri abitati vicini e tempi di percorrenza che si allungano senza tregua. La situazione inizia a rientrare solo nel tardo pomeriggio, con la riapertura della carreggiata. Per completare bonifica e gestione del deflusso resta attiva l’uscita obbligatoria, costringendo i conducenti a uscire e rientrare dopo la rotatoria esterna al casello.
Una tragedia che lascia domande aperte
Resta il vuoto di una vita spezzata e l’eco di quei secondi che non concedono repliche. Perché non ha frenato? Perché non si è accorto della coda? Interrogativi che spesso accompagnano tragedie di questo tipo, mentre la strada torna lentamente alla normalità.
Ma la normalità, per chi lo conosceva, non sarà più la stessa. E quell’autostrada, per molti, non sarà più solo un percorso: sarà il luogo in cui un pomeriggio qualunque è diventato un destino irreversibile.