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Tram deraglia in viale Vittorio Veneto a Milano, due morti e 54 feriti: ipotesi malore per il conducente, chi sono le vittime

Tram deragliato in viale Vittorio Veneto a Milano, intervento dei soccorsi

Un grave incidente ha colpito Milano nel pomeriggio: un convoglio della linea 9 è deragliato in viale Vittorio Veneto e ha terminato la corsa contro un edificio nella zona dei Bastioni di Porta Venezia. Il bilancio ufficiale aggiornato parla di due vittime e 54 feriti, con diversi ricoveri in ospedali cittadini e alcuni pazienti in condizioni serie.

Secondo le prime ricostruzioni, il tram avrebbe affrontato il tratto a una velocità elevata rispetto a quella normalmente tenuta in un’area centrale e trafficata. La vettura, dopo aver perso l’aderenza alle rotaie, avrebbe urtato con forza la facciata del palazzo all’angolo con via Lazzaretto, provocando danni visibili alla struttura del mezzo e all’edificio.

Il luogo dell’impatto è stato immediatamente raggiunto da ambulanze, vigili del fuoco e pattuglie della polizia locale. L’area è stata isolata per consentire le operazioni di soccorso, la messa in sicurezza e i rilievi tecnici. Testimoni presenti hanno riferito di attimi di forte concitazione, con persone ferite e passeggeri assistiti sul posto prima del trasferimento in ospedale.

La Procura di Milano ha avviato accertamenti per chiarire con precisione dinamica e responsabilità, mentre Atm sta collaborando alle verifiche tecniche. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un malore del conducente, elemento che potrebbe spiegare il mancato rallentamento in prossimità dello scambio.

Viale Vittorio Veneto dopo il deragliamento del tram, mezzi di soccorso e area transennata

La ricostruzione: fermata saltata e deragliamento allo scambio

Gli elementi raccolti finora indicano che il convoglio potrebbe aver saltato l’ultima fermata prima dell’incrocio con via Lazzaretto, senza ridurre l’andatura. In quel punto è presente uno scambio centrale che consente ad alcune linee di deviare: l’ingresso nella curva a velocità non compatibile con il tracciato avrebbe determinato la perdita di stabilità e l’uscita dai binari.

Le telecamere della zona, acquisite dagli inquirenti, avrebbero ripreso la sequenza in cui la vettura inizia a inclinarsi prima dell’impatto. Gli accertamenti dovranno stabilire con esattezza la velocità, la risposta dell’impianto frenante e l’eventuale presenza di segnali o condizioni esterne che possano aver influito sull’episodio.

Le ipotesi investigativa e gli accertamenti sul conducente

L’indagine è coordinata dalla pubblico ministero Elisa Calanducci e dal procuratore Marcello Viola. Al centro delle verifiche c’è il tranviere, un dipendente Atm con una lunga esperienza di servizio. La pista principale resta quella di un possibile malore improvviso nelle fasi immediatamente precedenti allo scambio.

L’uomo è stato soccorso e trasferito in ospedale; è stato sottoposto ai controlli previsti, inclusi test tossicologici e alcolemici. È stato inoltre disposto il sequestro del suo cellulare, nell’ambito delle procedure investigative, per ricostruire ogni dettaglio utile delle fasi precedenti allo schianto.

Secondo quanto emerso, il conducente avrebbe detto: Ho avuto un malore. La dichiarazione sarà valutata insieme alle risultanze cliniche e agli accertamenti tecnici, che serviranno a chiarire se vi sia stato un impedimento fisico e in quale momento.

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