
Un incidente improvviso, violento e ancora pieno di interrogativi. Il deragliamento del tram numero 9 avvenuto a Milano ha lasciato dietro di sé una scia di dolore e una lunga lista di feriti. Il mezzo è uscito dai binari finendo contro un palazzo, trasformando un normale tragitto urbano in una tragedia che ha sconvolto la città.
Nel disastro hanno perso la vita due persone, mentre decine di passeggeri sono rimasti feriti. Fin dalle prime ore successive allo schianto, la Procura ha aperto un’indagine per capire cosa sia realmente accaduto e se all’origine dell’incidente ci sia stato un errore umano, un problema tecnico oppure un evento improvviso legato alle condizioni del conducente.
Proprio su quest’ultimo punto si stanno concentrando alcune delle verifiche più delicate disposte dagli investigatori.

Il deragliamento del tram 9: due vittime e decine di feriti
L’incidente è avvenuto venerdì 27 febbraio 2026, quando il tram della linea 9 è uscito dai binari finendo contro un edificio in via Vittorio Veneto. L’impatto è stato devastante e ha causato la morte di Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky.
Il bilancio complessivo parla inoltre di circa cinquanta persone rimaste ferite, alcune delle quali trasportate negli ospedali cittadini per accertamenti e cure. Il mezzo coinvolto è un Tramlink di ultima generazione, dotato di sistemi tecnologici avanzati e di diverse telecamere interne ed esterne.
Proprio per questo motivo gli inquirenti ritengono che l’analisi delle immagini registrate dal veicolo sarà fondamentale per ricostruire con precisione la dinamica del deragliamento.
Nel frattempo, però, un elemento legato alle condizioni dell’autista è finito al centro dell’attenzione degli investigatori.
Il trauma al piede dell’autista e l’ipotesi del malore
Il conducente del tram è attualmente indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Fin dalle prime dichiarazioni spontanee rese agli investigatori, l’uomo ha spiegato di aver avuto un malore poco prima dell’incidente.
Secondo il suo racconto, il problema sarebbe stato causato da un forte colpo ricevuto all’alluce del piede sinistro mentre stava aiutando a caricare la carrozzina di una persona con disabilità.
Gli accertamenti medici effettuati successivamente avrebbero effettivamente evidenziato una contusione al dito, apparso scuro a causa di un ematoma. Inoltre i medici hanno riscontrato anche il distacco dell’unghia, compatibile con una botta violenta.
Gli investigatori stanno cercando di capire se questo trauma possa aver provocato un mancamento o una perdita momentanea di controllo del mezzo.
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