
Un tram urbano è deragliato oggi nel centro di Milano, in viale Vittorio Veneto, finendo contro un palazzo nei pressi dei Bastioni di Porta Venezia. Il bilancio provvisorio parla di due morti e di almeno quaranta feriti, con alcuni in condizioni gravi. L’impatto ha provocato danni al convoglio e alla facciata dell’edificio; sul posto sono intervenuti soccorsi e forze dell’ordine.

Deragliamento del tram in viale Vittorio Veneto: la prima ricostruzione
Secondo le prime verifiche di polizia e tecnici Atm, il mezzo avrebbe affrontato il tratto a una velocità elevata, superiore a quella prevista in un’area centrale con incroci ravvicinati. La ricostruzione iniziale indica che il tram avrebbe oltrepassato l’ultima fermata prima dell’intersezione con via Lazzaretto senza rallentare, arrivando allo scambio in condizioni non compatibili con la manovra.
I filmati delle telecamere della zona, acquisiti dagli investigatori, mostrerebbero la fase in cui la vettura si inclina, perde aderenza alle rotaie e termina la corsa contro il palazzo.
Indagini a Milano: l’ipotesi di un malore del conducente
L’attività investigativa, coordinata dal pubblico ministero Elisa Calanducci e dal procuratore Marcello Viola, si concentra anche sulle condizioni del conducente, un tranviere con anni di esperienza. Al momento, tra le ipotesi al vaglio figura quella di un malore improvviso che potrebbe aver impedito le manovre nelle fasi precedenti allo scambio.
Il conducente è stato trasportato in ospedale in codice verde e sottoposto ai test tossicologici e ai test alcolemici, come previsto dalle procedure.
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