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Trieste, bufera sul sindaco Dipiazza: «Se lanciano bombe carta, io gli sparo in testa». Le opposizioni chiedono le dimissioni

Le opposizioni chiedono le dimissioni

Tra le prime reazioni c’è quella di Debora Serracchiani, deputata del Partito democratico. «A Trieste c’è un sindaco che istiga a “sparare in testa” e tanto basta per chiedergli di fare un passo indietro. È gravissimo che un’istituzione evochi l’esecuzione sommaria contro chiunque, fossero pure gli antagonisti in piazza», ha dichiarato.

Serracchiani ha poi richiamato la responsabilità che accompagna il ruolo di un sindaco: «Un sindaco quando dice ‘io’ dà l’esempio ai suoi cittadini, e non vorremmo mai che qualcuno gli desse ascolto». Una presa di posizione che punta direttamente sul peso delle parole pronunciate da chi ricopre una carica pubblica.

Dura anche la reazione di Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento 5 Stelle. «Le parole del sindaco di Trieste sono di una gravità inaudita. La violenza va sempre condannata, senza ambiguità, e agli agenti feriti negli scontri va tutta la nostra solidarietà. Ma un rappresentante delle istituzioni non può rispondere alla violenza evocandone altra, addirittura letale», ha affermato.

Patuanelli ha inoltre richiamato il clima di tensione seguito alla morte dei due giovani al Porto Vecchio, chiedendo maggiore responsabilità da parte delle istituzioni. «Servono responsabilità, umanità e rispetto delle istituzioni. Chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere di abbassare i toni, non di alimentare ulteriormente l’odio», ha concluso.

Calenda e Avs: «Deve ritirare le parole o dimettersi»

Sulla vicenda è intervenuto anche Carlo Calenda, leader di Azione, che attraverso i social ha chiesto al sindaco di fare marcia indietro. «Ritiri queste parole ridicole e insieme gravissime o si dimetta. Le istituzioni non possono in nessun caso evocare uccisioni», ha scritto.

Ancora più critica Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera. «È incredibile che il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza abbia davvero usato quelle parole. Se ne è pentito? Probabilmente no, ma deve scusarsi con tutta la comunità triestina che non merita di avere il più alto rappresentante così fuori controllo fino a fomentare violenza», ha dichiarato.

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