Le indagini sul caso Putney e l’arresto di Brandram
Il fascicolo sul cosiddetto “Putney pusher” era stato inizialmente archiviato nel 2018, dopo verifiche che avevano coinvolto oltre cinquanta persone. La riapertura dell’indagine, avvenuta anni dopo, aveva riportato il caso al centro dell’attenzione mediatica.
L’arresto di Nicholas Brandram aveva segnato un passaggio rilevante nell’inchiesta. Con la sua scomparsa, il procedimento penale nei suoi confronti potrebbe ora essere formalmente chiuso, secondo le valutazioni che spetteranno alle autorità competenti.

Nicholas Brandram, dalla famiglia reale alla finanza
Al di là della vicenda giudiziaria, Brandram aveva un profilo tutt’altro che ordinario. Era discendente della regina Vittoria e apparteneva a una famiglia con legami con diverse dinastie europee, tra cui quella del re Costantino I di Grecia e della principessa Katherine.
Il principe Filippo, duca di Edimburgo, era stato padrino di battesimo di suo padre. Un legame familiare di alto profilo che aveva contribuito ad attirare i riflettori internazionali anche sulla sua storia personale.
Prima di lavorare nel settore finanziario, Brandram aveva prestato servizio nell’esercito britannico come capitano delle Guardie Scozzesi in Afghanistan. In seguito aveva costruito la propria carriera nel private banking presso HSBC.
La vicenda giudiziaria dopo il decesso
La morte del 44enne lascia aperto il capitolo degli accertamenti sanitari e pone fine, di fatto, a una vicenda investigativa durata diversi anni. Gli esiti dell’autopsia chiariranno le cause del decesso, mentre il caso di Putney Bridge resta segnato da un percorso lungo e complesso.
Per la vittima dell’aggressione e per tutti coloro che avevano seguito l’indagine, si chiude così un passaggio giudiziario rilevante, senza un eventuale processo a carico dell’uomo che era stato indicato come principale sospettato.