I canali ufficiali per pagare le multe a Roma
Per limitare il rischio di finire nella truffa PagoPa, è utile ricordare quali sono i canali riconosciuti. Nel caso di Roma Capitale, i pagamenti avvengono attraverso portali istituzionali come il sito del Comune (Servizio Roma Multe) o Casa Digitale del Cittadino (mypa), seguendo le procedure previste e senza passare da collegamenti abbreviati ricevuti su foglietti o messaggi non verificati.
Per le sanzioni Atac, ad esempio in ambito di trasporto pubblico, il riferimento indicato è la sezione dedicata sul sito atac.roma.it. Per altri enti, la gestione dei pagamenti può passare da pagopa.gov.it e, quando richiesto, tramite autenticazione con SPID o CIE.
Quando si vuole controllare l’esistenza di un verbale, è preferibile procedere dai canali ufficiali: inserire la targa o il numero del verbale sui portali autorizzati, oppure chiedere informazioni ai contatti istituzionali. Nel caso di Roma è disponibile anche il numero 060606, indicato come riferimento per informazioni e assistenza.
Cosa fare subito se trovi un avviso sospetto
Se il foglietto appare anomalo o riporta un link abbreviato, il primo passo è non cliccare e non condividere il collegamento con altre persone. È consigliabile conservare il tagliando come possibile elemento utile e verificare separatamente se esista davvero una sanzione a proprio carico, tramite il sito dell’ente o gli sportelli informativi.
Nel caso in cui si sia già aperta la pagina indicata, è opportuno chiudere la scheda e avviare un controllo di sicurezza sul dispositivo (ad esempio con un software antivirus aggiornato). Se invece sono stati inseriti dati personali o bancari, il livello di urgenza aumenta.
Se si sospetta di aver effettuato un pagamento su un sito fraudolento o di aver comunicato dati della carta, è necessario contattare immediatamente la propria banca per bloccare la carta, cambiare password e codici di accesso e monitorare i movimenti del conto per individuare eventuali addebiti non autorizzati.
È inoltre raccomandato presentare denuncia attraverso il portale commissariatodips.it o rivolgendosi alla Polizia Postale, fornendo quante più informazioni possibili (sito raggiunto, eventuali screenshot, data e ora, importi). Una segnalazione tempestiva aiuta a limitare i danni e a facilitare le verifiche.

Finte multe via email: i segnali tipici
Accanto ai foglietti sul parabrezza, si registrano tentativi di raggiro attraverso messaggi che simulano comunicazioni istituzionali. In questi casi spesso si parla di finte multe via email con allegati o link per visualizzare “il verbale” e procedere al pagamento. Un criterio di verifica resta essenziale: in generale, i comuni non inviano sanzioni tramite posta elettronica ordinaria, anche perché non tutti i cittadini dispongono di un indirizzo email e le notifiche seguono procedure specifiche.
Tra gli indizi ricorrenti figurano mittenti non istituzionali, domini insoliti, errori di formattazione, richieste di pagamento immediato e inviti a inserire dati su pagine esterne. Anche quando la grafica sembra credibile, l’attenzione va concentrata sull’indirizzo reale del sito e sui canali di pagamento utilizzati.
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Un fenomeno difficile da stimare, ma in crescita
Il numero complessivo di episodi legati alle finte sanzioni stradali è complesso da misurare con precisione, soprattutto quando il raggiro avviene con foglietti lasciati sui parabrezza: molte persone, per vergogna o per importi contenuti, non denunciano, e le segnalazioni rimangono spesso circoscritte al livello locale.
Per le frodi informatiche, invece, esistono dati più strutturati. Secondo il CERT-AgID, nel 2023 sono stati registrati oltre 6.800 tentativi di phishing legati a false comunicazioni istituzionali. Le finte multe, insieme a notifiche bancarie contraffatte, rappresentano circa un terzo delle esche più usate nei tentativi di sottrazione di credenziali e dati di pagamento.