La ricostruzione: dall’Ucraina alla citazione su Giorgia Meloni
Dall’ascolto, riferisce la trasmissione, emergerebbe una ricostruzione sostanzialmente coincidente con quanto già riportato da La7 nei giorni precedenti. Compatangelo avrebbe aperto la telefonata con una domanda riguardante la posizione di Trump su un possibile ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea, ma il presidente statunitense avrebbe orientato rapidamente la conversazione verso la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni.
La parte più discussa resta proprio quella in cui Trump, parlando dell’incontro recente con la premier, pronuncia una frase riportata in inglese e rilanciata nella trasmissione. Il passaggio, così come ascoltato nell’audio, è il seguente: «She begged me for a picture. She wanted a picture with me so badly. I wouldn’t have done it, but I felt sorry for her».
La7 ha tradotto quel passaggio con: «Mi ha implorato di fare una foto. La voleva così tanto. Non l’avrei fatta, ma mi ha fatto pena».
Le precisazioni in studio e il contesto della conversazione
Nel corso del programma, Parenzo ha ribadito un elemento ritenuto decisivo per comprendere l’origine della discussione: l’intervista telefonica, ha osservato, sarebbe partita con un obiettivo legato ai temi di politica internazionale, mentre la menzione della presidente del Consiglio italiana sarebbe stata introdotta direttamente da Trump.
«L’intervista parte con tutt’altro scopo», ha spiegato il conduttore, aggiungendo che «è stato il presidente a deviare immediatamente la conversazione e a chiedere lui di Giorgia Meloni». Una puntualizzazione collegata alle contestazioni dei giorni precedenti, che avevano messo in discussione la cornice e la sequenza dei passaggi della telefonata.
La trasmissione dell’audio integrale, in questo senso, è stata presentata come un elemento di verifica: la possibilità di ascoltare l’intera conversazione, compresi i momenti preliminari, consente agli spettatori di collocare le frasi nel loro ordine e di valutare con maggiore chiarezza la dinamica del colloquio.
Le reazioni politiche e l’assenza di commenti ufficiali
La pubblicazione della registrazione arriva dopo giorni di acceso dibattito politico e mediatico, alimentato dai dubbi espressi da alcuni esponenti della maggioranza sulla corrispondenza tra trascrizione e contenuto effettivo della telefonata. Il caso, rilanciato anche sui social e nei talk show, ha assunto rapidamente una dimensione nazionale, intrecciando diplomazia, comunicazione e confronto politico interno.
Al momento, non risultano dichiarazioni ufficiali da parte di Palazzo Chigi o della presidente del Consiglio. In assenza di prese di posizione formali, l’attenzione resta concentrata sulla registrazione e sugli ulteriori sviluppi del dibattito, con la diffusione dell’audio che segna, almeno sul piano della verifica del contenuto, un punto di svolta nella ricostruzione dei fatti.