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Turchia-Italia, vergogna in campo! Se ne sono accorti tutti

La serata di Turchia-Italia a Bursa si è conclusa in un clima di forte tensione per la nazionale di casa. Quello che nelle intenzioni della federazione turca doveva diventare un appuntamento utile a rilanciare la squadra in Nations League si è trasformato, secondo quanto riferito, in una durissima contestazione sugli spalti. I fischi hanno accompagnato diversi momenti della gara, dall’esecuzione dell’inno italiano fino alla prova della formazione guidata da Vincenzo Montella.

Fischi durante l’inno e proteste contro Montella

L’Arena del Coccodrillo di Bursa era stata scelta per il suo ambiente tradizionalmente acceso e per il sostegno che il pubblico locale sa garantire alla Turchia. L’atmosfera, tuttavia, è rapidamente degenerata. Prima della partita sono arrivati i fischi rivolti all’inno azzurro; con il passare dei minuti, la contestazione si è spostata sulla panchina turca e sul commissario tecnico italiano.

La reazione dei tifosi è apparsa particolarmente netta dopo un primo tempo giudicato insufficiente dal pubblico presente. Dagli spalti sarebbero partite richieste esplicite nei confronti del presidente della federazione, Ibrahim Haciosmanoglu, affinché venisse sollevato dall’incarico Montella. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali su eventuali decisioni della federazione.

Turchia-Italia, la scelta di Bursa non produce l’effetto sperato

La sede della partita avrebbe dovuto offrire alla Turchia un vantaggio ambientale contro l’Italia. Il piano non ha però portato all’effetto previsto: gli azzurri non si sono lasciati condizionare dalla pressione dello stadio, mentre la squadra di casa ha dovuto fare i conti con il malumore crescente dei propri sostenitori. La contestazione ha investito anche Haciosmanoglu, che avrebbe lasciato l’impianto in seguito alle pesanti proteste verbali.

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