Il precedente del Mondiale pesa sul clima attorno alla nazionale
Le critiche nei confronti di Montella non nascono soltanto dalla sfida di Bursa. Il rapporto con una parte della tifoseria si era già incrinato dopo il deludente percorso al Mondiale nordamericano. La Turchia aveva conquistato l’accesso alla fase finale attraverso il playoff, superando la Romania per 1-0 in casa e il Kosovo per 1-0 in trasferta, presentandosi al torneo con aspettative rilevanti.
Nella fase a gironi, però, sono arrivate le sconfitte contro Australia e Paraguay: il 2-0 incassato contro gli australiani e l’1-0 contro i sudamericani hanno compromesso le possibilità di qualificazione alla fase a eliminazione diretta. Il successivo successo per 3-2 sugli Stati Uniti, padroni di casa, non è bastato a modificare l’esito del girone. Quei risultati restano uno degli elementi centrali nella ricostruzione della crescente insoddisfazione attorno alla nazionale.
Il futuro di Vincenzo Montella resta da definire
La sconfitta contro l’Italia e la protesta registrata a Bursa rendono ora più complessa la posizione del commissario tecnico. La federazione lo aveva confermato dopo il Mondiale, ma l’episodio dell’Arena del Coccodrillo ha evidenziato una frattura evidente con il pubblico. La Nations League era considerata un passaggio importante per ripartire; al momento, invece, ha aggravato il clima di incertezza.
Non sono state rese note decisioni definitive sul futuro di Montella, né indicazioni su un possibile cambio in panchina prima dei prossimi impegni. Resta il dato della serata di Bursa: la nazionale turca, chiamata a reagire dopo i risultati negativi, si è trovata a giocare davanti a uno stadio ostile anche verso i propri protagonisti. Le prossime valutazioni della federazione chiariranno se la fiducia nel tecnico verrà confermata o se verrà avviata una nuova fase.
