Le esperienze in televisione
Anche il piccolo schermo aveva rappresentato una parte importante della sua carriera. Grossi aveva lavorato a programmi legati a nomi importanti della televisione italiana, tra cui Nanni Loy e Renzo Arbore.
Successivamente erano arrivate anche alcune fiction molto conosciute dal pubblico, come “Le ragazze di Piazza di Spagna”, “Commesse 2” e “Un ciclone in famiglia”.
Una presenza trasversale, dunque, che gli aveva permesso di passare dal teatro al cinema e dalla televisione alle produzioni più impegnate senza rimanere legato a un solo genere.

La svolta verso la regia teatrale
A partire dal 2000 Grossi aveva scelto di concentrarsi soprattutto sulla regia teatrale. Una nuova fase della sua carriera, nella quale aveva potuto mettere in campo un approccio diverso al palcoscenico e seguire direttamente la costruzione degli spettacoli.
Tra i lavori più significativi c’è “Ecce Homo”, rappresentazione della Passione ispirata a una laude umbra del Duecento. Un progetto che raccontava anche la sua attenzione verso la tradizione teatrale e verso testi capaci di unire dimensione artistica e memoria culturale.
Parallelamente alla carriera, Grossi aveva costruito con Leo Gullotta un rapporto destinato a durare per oltre quattro decenni. Una relazione personale accompagnata da numerose collaborazioni artistiche.
I due avevano lavorato insieme in diversi spettacoli, tra cui “Il piacere dell’onestà”, “Minnazza”, “Le allegre comari di Windsor” e “Sogno di una notte di mezza estate”.
Nel 2019 avevano poi formalizzato la loro unione civile, dopo più di quarant’anni trascorsi insieme. Un legame che aveva attraversato gran parte della vita di Grossi e che aveva avuto anche una forte dimensione professionale.
Il ricordo di una carriera tra palcoscenico e schermo
Con la sua scomparsa, il teatro italiano perde una figura che ha vissuto il mondo dello spettacolo da più prospettive. Prima interprete, poi regista, Grossi aveva attraversato stagioni molto diverse del cinema e della televisione italiana, senza mai abbandonare il rapporto con il palcoscenico.
Dagli esordi degli anni Settanta alle commedie degli anni Ottanta, fino alle fiction televisive e alla successiva attività registica, il suo percorso si è sviluppato lungo quasi mezzo secolo di spettacolo italiano.