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“Trump chi?”. La sfida di Giorgia Meloni, lo schiaffo al presidente

La posizione italiana sulla guerra in Ucraina approda in Parlamento attraverso la risoluzione preparata dalla maggioranza in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. La bozza definisce le priorità che il governo intende sostenere a Bruxelles: difesa della sovranità di Kiev, pressione su Mosca, ruolo dell’Unione europea nei futuri colloqui di pace e misure su energia, inflazione e bilancio comunitario.

Nel testo non compaiono riferimenti diretti alle dichiarazioni di Donald Trump su Volodymyr Zelensky, né alle ipotesi di una ripresa dei flussi di gas russo verso l’Occidente. La scelta è quella di mantenere una formulazione prudente sui dossier più sensibili, cercando al tempo stesso un punto di equilibrio tra le diverse posizioni presenti nella coalizione.

Ucraina, la maggioranza evita riferimenti diretti a Trump

La risoluzione del centrodestra ribadisce il «pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina», senza entrare nel merito delle più recenti posizioni attribuite all’ex presidente statunitense sulla leadership di Zelensky. Non viene affrontata neppure la possibile riapertura dei rapporti energetici tra la Russia e i mercati occidentali.

Secondo l’impostazione contenuta nella bozza, l’Italia conferma il proprio sostegno a Kiev mantenendo però un linguaggio generale. Il documento si concentra sulla necessità di preservare il coinvolgimento dell’Europa in ogni possibile processo negoziale relativo alla sicurezza del continente.

Non emerge inoltre un impegno esplicito per nuove forniture di armamenti. Al suo posto viene utilizzata l’espressione «sostegno multidimensionale» all’Ucraina, una formula che consente di confermare la collaborazione con le autorità di Kiev senza affrontare direttamente uno dei temi più divisivi all’interno della maggioranza.

La formulazione riguarda anche le riserve espresse dalla Lega di Matteo Salvini sull’invio di ulteriori armi. La risoluzione cerca quindi di evitare che il confronto sul sostegno militare diventi un elemento di contrasto interno, spostando l’attenzione sulle linee che il governo intende presentare al Consiglio europeo.

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